arodnap
29 01 2007Una tarda mattinata a casa da sola, a far pulizie e vado in tilt emozionale. Penso: sono due anni che abito a Milano. Inizio a far bilanci, ricordare a scrollare la polvere dai ricordi, riprendo in mano foto, scartoffie e oggetti accumulati in questi anni.
Robaccia venerata come reliquia e diamanti trattati come perline di vetro.Soggiorno, cucina, camera da letto, giro tutto il loft come Hansel e Gretel racimolando il passato, più o meno recente, ma sempre ridotto in briciole.
Alla fine mi ipnotizzo girando la spugna su un piatto che, per fortuna, non riflette la mia immagine. Per un po’ sono imbambolata…e mi sveglio sfregando la pentola.
Sento il groviglio metallico della paglietta graffiarmi il cuore. Fa male.
Fa male pensare che la mia famiglia sta su un comodino. Sono più i morti che i vivi nelle foto. La paglietta strofina, rumore ghiaioso e odore di ferro umido. Schiuma sporca e acqua torbida.
Sono Pandora al contrario: verso nella mia pentola incrostata lacrime di disperazione.
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