26 11 2005

E’ del sagittario! Così ieri sera Cat ed io parlavamo al telefono di lei. Ridendo sul fatto che appena usciti dal concessionario Lo ed io "profumassimo" ancora di Ducati. La mia moto è del sagittario. E’ un bel segno, di fuoco, dinamico, amante dei viaggi, intraprendente. Tra l’altro è quello del mio ascendente e già la sento un po’ "figlia" mia. Verrà registrata all’anagrafe, pardon, immatricolata la settimana prossima, nel frattempo stamattina, sotto una nevicata spettacolare, Lo mi porta a carezzarla al Ducati Store. Imminente la coccarda rosso/bianca alla porta. Ripenso alla chiacchierata telefonica  con la Ducati-lover più sfegatata che conosca (Cat) e mi viene da pensare che sto prendendo le sue orme: prima le air shox rosa, poi il monster… chissà che non diventi brava a fotografare come lei!

Lo, andiamo…portami dalla mia piccola, oggi ho voglia di mangiare fiocchi di neve e ridere ridere ridere!



14 11 2005

Biker pride Con le mani a coppa sul vetro del finestrino trattengo il respiro per non appannarlo e lancio uno sguardo verso la campagna. Sono quasi le dieci di sera, per fortuna non c’è nebbia ed in lontananza scorgo la torre campanaria del Duomo, poco più in là quella della Pieve. Tra qualche minuto arriveremo in stazione. Mi chino e sistemo il libro che stavo leggendo nella tasca del trolley.

Dalla porta di vetro si affaccia una ragazza. Anche lei da un’occhiata al paesaggio notturno in cerca di un riferimento.

"Scusa, ma questo intercity non ferma anche a Cittadella?" mi chiede.
"No, questo fa Vicenza – Castelfranco, senza soste intermedie".

Avrà più o meno la mia età, capelli corti castano chiari, un bel visino, poco trucco ed è vestita con un giacchino imbottito stretto in vita e pantaloni in panno. Ha l’aspetto curato e modi cordiali.

Stavolta sono io che le faccio una domanda pensando che magari ha bisogno di aiuto o informazioni aggiuntive:
"Dovevi scendere a Cittadella?"
"No, no è che l’altro intercity che prendo di solito ferma anche a Cittadella e non capivo a che altezza eravamo"

Allarme rientrato. Mi squadra insistentemente. Sono sicura di non conoscerla e distolgo lo sguardo per puntarlo sul pannello degli interruttori elettrici della carrozza, faccio la vaga, ma percepisco che mi sta ancora osservando. Non reggo più e volto il viso verso di lei, fingendo però di voler guardare fuori dal finestrino. Mi sorride ed è proprio rivolta a me, non c’è dubbio, ha tra l’altro un’aria soddisfatta e compiaciuta. Finché non esplode improvvisa:

"Tu sei la motociclista! Indossavi una giacca da moto!"

Mi ha fulminata.
Ho un flashback e mi rivedo su un treno, un sabato mattina di tre settimane prima, con il giubbotto in pelle ed il casco in mano. Tornavo in Veneto per il week end. In programma oltre ad un pomeriggio con mia sorella c’era pure una gita in moto, giusto per restare allenata, anche se solo come passeggera quindi mi ero portata dietro l’occorrente.

"Caspita che memoria!". Il sorriso è diventato comune e d’intesa. Sì ero io, su un treno ma agghindata da amazzone, con tanto di guanti paraschiena e casco.

"Lo sapevo…" mi racconta "è che mi capita spesso di vedere delle persone mi pare di conoscerle e magari ci rimugino su dei giorni e poi finalmente mi ricordo dove le ho viste!"

"Sei motociclista anche tu?" indago speranzosa
"No, ma con quella giacca ed il casco colorato -" si ricordava pure quello! "mi sei rimasta impressa".

Il treno si è fermato con un singhiozzo, iniziamo le manovre coi bagagli e scendiamo tutti sulla banchina. Già vedo i primi abbracci, sento dietro a me i  "lasciami la valigia ché pesa" e l’umidità mi brucia le narici intontite dal caldo del treno. So già che fuori dalla stazione mi aspetta mia sorella ed affretto il passo su per le scale verso l’uscita ché ho voglia di vederla, ma mi volto indietro e saluto la ragazza "Buon week end!" ,"Grazie anche a te!".
Chissà se la troverò in treno domenica quando tornerò a Milano.
Arrivo all’atrio, poso per terra la valigia, sblocco e sollevo la maniglia per trascinarla, le porte a vetri si aprono e l’auto di mia sorella è già qui che mi aspetta.

Stasera le mie due ruote sono solo quelle del trolley ma il mio orgoglio da motociclista è ben su di giri.



2 11 2005

A seguito della conferenza tenuta da Ducati Consulting in occasione della fiera Alumotive di Modena ho compreso perché sono oramai matura e consapevole per un Monster S2R.

I temi trattati dai vari preparatissimi relatori hanno evidenziato la mia simbiosi con la Casa Madre. Vera e propria unità di pensiero e comunione di intenti tra end consumer (Mimi) e Azienda (Ducati).

Ne sono uscita con un bagaglio di conoscenze ed informazioni che mi hanno ulteriormente convinta che ho fatto la scelta giusta con l’S2R.

Ho trovato riscontri in molti dei nodi cruciali, a conferma di aver oramai sposato la filosofia aziendale in tutto e per tutto.

Lean thinking: ovvero "pensiero snello"- sono a dieta da un mese. Devo inguainarmi nella tuta in pelle agevolmente, non voglio sfigurare in sella ad una Ducati, non me lo potrei mai permettere.

Change Management: ebbene sì, ho cambiato direzione: da moto giapponesi a passione italiana. Mi sono convertita ufficialmente al "Ducatesimo" , niente drappi arancio, campanellini e canti. Per strada vestirò in pelle pieno fiore e a cantare sarà il suo motore. Peace, love and Ducati!

Lean supply: Ho ridotto tutto ad un unico fornitore di emozioni: il motore desmodromico. E poi che bisogno c’è di altri fornitori con un catalogo di accessori goloso come quello Performance? Devo ricordarmene per la lista nozze…qualche gioiellino in alluminio ricavato dal pieno non può certo mancarmi in casa!

JIT -  Just in Time: Il Monster mi arriverà giusto in tempo per le festività natalizie, colorazione rossa con banda bianca: praticamente già vestito da Babbo Natale!

Costs: Bando al superfluo. Oramai ragiono solo in termini di valore motociclistico: quella borsa di Tod’s vista in vetrina che mi piace tanto ? Uhmmm equivale al prezzo della strumentazione della mia futura moto, per questa stagione non si fa shopping frivolo!

Quality: Il passo di vendere la mia jap l’ho fatto, il salto di qualità lo sto per fare, ancora qualche settimana di pazienza. Praticamente una Ducati è certificazione ISO 999(9) su due ruote!

Design: La classe non è acqua, so già che il nuovo rossetto si intonerà alla verniciatura del telaio, nulla è stato lasciato al caso e il merchandising griffato Ducati vivacizza da mesi il mio guardaroba. Total look!

Service: E’ tutto pronto per l’arrivo in casa del nuovo acquisto. Per il Monster ho approntato il servizio completo: tappeto in salotto per esporlo e ammirarlo, diploma DRE a Imola debitamente incorniciato (tipo ecografia prenatale… già allora, nel lontano luglio 2005 batteva in me un cuore desmo), scorte di tortellini e lambrusco per festeggiarne la consegna con gli amici e far sentire la moto ancora un po’ come fosse in Borgo Panigale, libri e navigatore satellitare per le nostre future scorribande insieme…

Community: Sono mesi che questo evento è in gestazione e tutti i forum di appassionati che frequento lo sanno. Qualcuno per prendermi in giro ha addirittura osato parafrasare la mia situazione di appiedata in attesa di Monster con un logo "Ducati Forse" invece che Ducati Corse. Già penso al suo ingresso in società quando la porterò al WDW 2006, orgogliosa come una mamma, in mezzo alla grande famiglia.

Se qualcuno avesse ancora dubbi sul perché la mia moto sarà una Ducati lo invito alla prossima conferenza…