28 06 2005

Nella roulette della vita il nero ha vinto e due figli hanno perso la loro madre. Sono sicura di avere a casa ancora alcune delle letterine che ci scrivevamo S. ed io, da banco a banco, in terza liceo. Non la vedevo da tanti anni e non l’ho vista nel periodo della malattia. Penso a noi com’eravamo la domenica pomeriggio in disco e agli esami di maturità: lei col pancione, io con le cuffiette e il walkman che ascolto Dvorak.



27 06 2005

La mia… SBK Il Santamonica mi piace. Credo sia l’autodromo in cui mi sento più "a casa". Se la superbike a Monza mi era sembrata un po’ in sordina a Misano ho percepito fin dal nostro primo ingresso in paddock l’emozione del week end di gara.

Piloti che sfrecciano tra le hospitality in sella agli scooter di servizio, frotte di motociclisti di tutte le età e tipologie, musica a palla, tante paddock girls per la gioia dei maschietti, meccanici in divisa ufficiale come se fossero piccoli eserciti colorati: giallo e blu per Suzuki, rosso e bianco per Ducati, verde acqua per i malesi della Petronas, l’inconfondibile verdone Kawasaki…

Sì, perché quello che indossi in paddock parla di te. Nel caso delle umbrella girl vale forse il contrario, ma questa è un’altra storia.

Ero un filo imbarazzata sotto lo sguardo di un meccanico nel Suzuki Village che fissava stupito la mia canotta Desmodonna, dichiaratamente filo-ducatista. Ma ho anche visto tanti mescolare, brand e nomi di case: t-shirt Honda Repsol, cappellino Yamaha, zainetto Ducati in un carnevale di loghi, forme, colori. L’intero paddock addosso, praticamente!

All’hospitality Suzuki ho persino ricevuto in omaggio t-shirt European Cup e cappellino Corona ma non me la sono sentita di indossarli perché facevano un po’ a cazzotti con la mia fede ducatista e l’autografo del mio pilota preferito, Régis Laconi, in bella mostra sul frontino.

La superpole e le gare sono state una collana di sussulti, applausi, incitamenti, gioia ed emozioni. A descriverle ci saranno i giornali ed i comunicati stampa, in cui non leggerò mai l’emozione di aggiudicarmi il cappellino lanciato da Régis nelle interviste della superpole. Ancora sudato, fotografato con la mia digicam mentre lo indossava sotto i flash dei fotografi ed un secondo dopo finito tra le mie mani. Ah, quanto mi piace la superbike a Misano!

Così come non leggerò dell’inserviente araba che ripuliva i cestini in sala stampa, col capo coperto dal velo, così lontana dal mio mondo, in cui se proprio mi devo coprire il viso lo faccio abbassando la visiera del casco.

La superbike a Misano per me è stata accorgermi che la commozione di Chili per la sua 250esima gara disputata mi aveva contagiato, il muretto della pit incandescente sotto il sole, è stato un emozionato Laconi con il viso chiuso nelle mani al momento della marsigliese sul podio, l’odore dello champagne sulle mie braccia che applaudivano gli eroi di queste due giornate con gratitudine ed ammirazione, è stata la punta d’invidia (peraltro innocua) per Alice Brum Brum fortunata passeggera twin seater.

Al confronto i comunicati stampa ed i rilevamenti cronometrici sono asettici come codici a barre. La mia superbike a Misano è profumo di piada, rumore di proiettili su due ruote (e anche una sola a volte), gusto di Fisherman’s Friends e Corona, è la stretta di mano a Pirovano, la voce amica di Giancarlo Falappa che commenta la superpole, l’insalata coi pomodori di casa offerta dal team di Ayrton Badovini, le tute arancio dei commissari tempestate di autografi. La superbike a Misano è palpeggiare il sedere di sorpresa a Lo mentre aspettiamo che i piloti si schierino in griglia. Questo è il mio week end di gara, questo è il Santamonica che mi piace.



24 06 2005

Rimmel 2005 Voglio un mascara non solo per gli occhi ma anche per il tragitto Lolloft - Ufficio da fare in moto: ho scoperto che quello che ho nel beauty si chiama "Curve Creator"!

mascara curve creator deborah



20 06 2005

Libri che posseggo nella mia biblioteca ed in genere

Un’infinità, ma mai troppi. Nei tempi migliori riuscivo anche a leggerne tre contemporaneamente, divorandoli in pochi giorni. Poi ho dei periodi di leggera pigrizia e poca ispirazione per cui fatico magari a finirne uno (può essere anche colpa del libro che è palloso).



Ultimo libro che hai comprato

Una raccolta di racconti di Hemingway, Gli amori difficili di Calvino, Il Rosso e il Nero di Stendhal.

 

Tre libri che consiglio ad altri blogger e perché

Ishmael di Daniel Quinn ed in generale tutti i suoi libri. Ishmael in particolare è un libro che fa pensare, anzi meglio… che ti cambia modo di pensare. Auotre sconosciuto in Italia ma molto valido.

Tutta la produzione di Bukowski. Godibilissima.

Welsh e i suoi Tolleranza Zero, Il Lercio, Ecstasy e Trainspotting.

L’arte di smettere di fumare controvoglia di Carmen Covito. Si veda la mia recensione qui

Poi tantissimi altri libri di generi diversi.

Sono più di 3, lo so. In matematica arrivavo appena appena alla sufficienza dopo mesi di ripetizioni.

 

Cinque blogger cui passo il testimone

Non me la sento…quindi si accettano volontari/e!



16 06 2005

Di nuovo in ufficio in versione pedalante. Ho scoperto che il naviglio pavese ha odore di mare. Sporco. Ma pur sempre odore vago di mare. Sono in astinenza da spiaggia, è ufficiale.



14 06 2005

Macabra favola Non si può condannare un’icona, il personaggio di una fiaba. Jacko è stato infatti dichiarato non colpevole. Chissà però se i giurati che l’hanno assolto ora lo ingaggerebbero come baby sitter per i loro figli, nipoti, fratellini.



13 06 2005

Che rabbia, anche se c’era da aspettarselo, il balletto dei referenda si ripete puntuale: temi importanti, su cui tutti hanno da dire qualcosa e su cui molti si lamentano e poi, proprio quando siamo chiamati ad esprimere il nostro voto per cambiare le cose, ai seggi non si presenta nessuno o quasi. Pigrizia? Menefreghismo? Disinformazione? Ignoranza? Scarso senso civico? Forse tutto questo messo insieme.

Per certi versi stamattina mi sento come se il 33% dei miei connazionali mi avesse trascurata, insultata, punita, mortificata. Ieri in sezione, nella mia scuola elementare, con la tessera elettorale e la carta d’identità in mano ero fiera, consapevole, partecipe, riconoscente per l’opportunità di esprimere il mio voto ed il mio pensiero. Oggi preferisco quasi non essere italiana.



8 06 2005

Ma dove vai motociclista in bicicletta? Ho deciso: oggi vado in ufficio in bicicletta. Inforco prima gli occhiali da sole nuovi, regalo di R., poi la mountain bike che mio padre aveva vinto ad una pesca di beneficenza. Passo davanti alla fermata di Famagosta, mi sento goffa e insicura su questo trespolino a pedali che pesa almeno il decimo rispetto alla mia moto.

Quest’aggeggio frenerà? Oddio, sono senza frecce, aspé… tiro fuori il braccio e svolto, niente specchietti, per vedere alle mie spalle devo girarmi, i capelli mi frustano il viso in corsa mentre sono  in piedi sui pedali mi volto e la catena appena lubrificata sotto di me fa frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…

Percorro l’argine lungo il Naviglio Pavese. Pochi chilometri in cui posso dedicare più tempo ad uno dei miei hobby preferiti: osservare. Guardo. Guardo tantissimo. Tutto. Roberto mi chiamava "Scanner" per via di questo vizio che ho di esaminare ciò che mi circonda.

E’ che io mi faccio dei piccoli film, immaginando chi vive proprio dietro quel poggioletto, l’unico di tutto il palazzo che ha le tende marrone sbiadito e non verde scuro. Magari è una giovane coppia che ha acquistato l’appartamentino a distanza di anni dalla morte della precedente proprietaria, che aveva le tende esterne marroni a strisce arancio, eredità dell’originale facciata del condominio… O forse è una famiglia semplice e modesta alla quale l’amministratore ha concesso di adeguarsi al nuovo capitolato condominiale con un po’ più di calma…

Ecco che ogni dettaglio, magari insulso, per me diventa la scusa, l’incipit di una nuova storiella.

Pedalo e pedalo.

A volte cerco di andare velocepiùvelocepiùvelocepiùveloceancoraaaa. Giusto per vedere se queste due ruote sanno darmi emozioni simili a quelle della moto. Ovviamente no, nulla a che vedere con l’ebbrezza dei 600cc. Mi rendo però conto che questa lentezza, questo impegnare gambe e respiro e fatica mi servono. Come se ipnotizzando il corpo e le energie in un movimento ripetitivo potessi con la mente e attraverso lo sguardo liberarmi.

Sentire il sedere che duole sulla sella, la cassa toracica che si espande e si svuota e allo stesso tempo immaginarmi localizzata da un satellite: pianeta terra, emisfero, continente, nazione, regione, città, quartiere, via…e ritrovarmi lì.

Pedala, pedala.

Contro vento, mangiando insetti, immaginando la vita brulicante di Milano sud, coree, fabbricati dismessi, orticelli disordinati che si affacciano sul naviglio lento e odoroso.

In moto è diverso, più emozionante, più bello ma oggi mi va bene così: affannarmi sulla bici, tornare all’essenziale, allo sforzo fisico ad un ritmo più blando per gustarmi il mondo (moscerino compreso), e provare, per una volta, a non lasciarlo fuori dal casco.



7 06 2005

Sempre in merito ai famigerati braccialetti pro questo e contro quello segnalo articolo di Francesco Merlo a pagina 29 de "La Repubblica" di oggi. Passo & Chiudo



1 06 2005

Come donna, figlia, sorella e un giorno futuro madre

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