28 01 2005

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28 01 2005

Lucia 2005 Così stasera parto. Bagagli, valigie, scatoloni, coniglio e via! La macchina sarà piena come un uovo, con gli oggetti più disparati stipati nell’abitacolo. La moto è già in beauty farm dal meccanico a prepararsi per la grande città. Tutto pronto o quasi.
Dentro di me fotogrammi sparsi, emozioni contrastanti, situazione di fibrillazione, attesa, timore, entusiasmo.
Fuori l’apprensione tangibile e malcelata di mia sorella, l’augurio e l’abbraccio degli amici, il pensiero costante: “chissà quando rivedrò questi luoghi, quando incrocerò di nuovo questi sguardi, se saluterò ancora il benzinaio, la giornalaia, la signora della mensa…”. 
Certezze ne ho. Il prossimo fine settimana tornerò qui, eppure fa male lo stesso.
Stamattina, percorrendo il cavalcavia, ho intravisto i colli asolani, il Montello e più in là le Dolomiti, in un sospiro ho sentito la mia voce recitare…

”Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo…” 



27 01 2005

Shoah - שואה

"15 luglio 1944
Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà.
È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili.
Le conservo ancora, nonostante tutto, perché
continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo
. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione.
Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità.
Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili."
 

 Annelies  Marie Frank  ("Het Achterhuis" 1947)

http://www.gndesign.it/shoahnet/

http://www.olokaustos.org/

http://www.majorana.org/progetti/shoah/index.htm

http://www.ucei.it/giornodellamemoria/2004/index2.htm

http://www.vhf.org/

http://www.fondationshoah.org/

http://www.shoah.de/shoah/index1.html

http://www.shoahproject.org/

http://www.annefrank.org/content.asp?pid=1&lid=2



26 01 2005

La vita è bella. E in quest’ultimo anno mi ha regalato tante sorprese in ordine sparso. Mia sorella con indosso la maglia di Motocicliste.net e che mi fa la messa in piega, un Amore che mi ha portato a piegare per gli autodromi d’Italia e ora mi aspetta a Milano. Un figlio, l’officina  e la moto nuova al meccanico del mio cuore, fidanzamento e nozze in vista per la single più ironica che conosco, vedere chi meno te l’aspetti in tailleur e truccata, bella più che mai; una casa su misura per il mio compagno di spritz; il battesimo della saponetta al mio angelo centauro, un’amante verde ranocchio al giullare dei circuiti del nordest;  un “cugino” di merende per l’amazzone in tutù, una moto nuova in garage alla mamma più affascinante del tirolo, chili in meno e serenità in più alla mia astrologa personale, un ritorno di fiamma per la portiera di hockey su ghiaccio più hot che ci sia, un nuovo tetto e compagna per chi si merita tantissimo amore, sempre. Tutto questo e molto altro ancora, giorno per giorno. Piccoli grandi traguardi personali, stupore e soddisfazioni varie. La mia vita è bella veramente. Grazie a tutte queste persone che ne fanno parte.



24 01 2005

Mi scappa d’andare in moto. Sì, con tutto quello  che ho da fare per il trasferimento, in questi giorni, ho un bisogno impellente di prendere la moto e farmi un giretto. Abbassare la visiera sul mondo, urlare nel casco, ascoltare il  suo motore e il mio cuore. Rigenerarmi, purificarmi.
Ci bevo su anche se si tratta solo di acqua con gocce omeopatiche. Più che in moto corro a far pipì. 



21 01 2005

Alla fine le decisioni importanti si somigliano tutte. Lo capisci da come le persone reagiscono quando comunichi loro le tue intenzioni, dopo mesi e mesi di intima ponderazione ed analisi.

Ho comprato la moto.

“Che matta! Stai attenta, è pericolosa, ho letto sul giornale di tizio che ha fatto un mega incidente, e di un altro che…” Ma porcadiquellaporca ecco puntuale il bollettino di guerra stradale! Sì lo so, e ci penso ogni volta che salgo in sella a cosa posso andare incontro. Lo so che può succedere, cerco di essere prudente, di non fare cazzate, ma come faccio a farti capire l’emozione di guidare una moto? Essere ad un raduno fra persone diverse in tutto ma con la tua stessa passione, trovarsi in pista con se stessi in un cono distorto dalla velocità, salutare con le dita a V degli sconosciuti e sapere di non esser soli mai sulla strada.

”Ah, guarda, sarà anche bello andare in moto ma a me fanno paura, non per come guidi tu ma per quello che fanno gli altri. E’ pericoloso!” e fin qui do loro ragione, ma la prendo con un certo fatalismo. Poi però ti provocano “Non sarà un hobby passeggero? Tipo che dopo due mesi ti stufi o prendi paura e la vendi?” E se anche fosse? E poi perché dovrebbe essere proprio un fuoco fatuo? Avrei speso tutti quei soldi in abbigliamento tecnico, manutenzione, moto, assicurazione per un flirt?


Ho deciso di cambiare città, lavoro, casa e coinquilino.

“Che matta! Milano è grigia, ho letto sul giornale che sono tutti stressati, che c’è criminalità, inquinamento che la vita costa cara e il mercato del lavoro è in crisi, non ci sono certezze…” Ma porcadiquellaporca ecco puntuale il bollettino meteorologico, economico, psicologico metropolitano! Sì lo so che Milano non è la ridente Marca Gioiosa, e un po’ di timore c’è di intristirmi nella nebbia. So bene cosa lascio qui (l’amore di mia sorella, gli amici, un ottimo lavoro, luoghi meravigliosi, uno stile di vita sereno). “Però, certo, a Milano ci sono mostre, cultura, concerti, fiere, teatri, cinema, un sacco di svaghi, eventi, locali carini” Ed è proprio questo che mi conforta e mi fa sperare di non soccombere alla tristezza. Il fatto di avere già degli amici a Milano e dintorni, una casa da rendere accogliente, una nuova routine, delle nuove sfide di lavoro e un compagno con cui crescere e vivere.
“Ti do due anni: poi per me torni all’ovile, la convivenza è bella all’inizio, ma è dura, poi a Milano! Se non sei nel giro giusto…”

Possibile che tutte le decisioni importanti si somiglino?

Pare che una volta intraprese queste scelte io debba avere sempre un sottile senso di colpa per il mio mettermi in discussione. Non ho ancora sbagliato, ma per alcuni è già chiaro e lampante che succederà. Evviva la fiducia nel prossimo, beati loro che vedono ciò che io ancora ho da vivere e costruire giorno per giorno. Per tutto il bene che mi vogliono sicuramente mi dicono queste cose: per mettermi in guardia, per evitarmi delusioni, per essermi vicini e d’aiuto. Eppure mi sento sola e quasi mi metto alla sbarra per degli sbagli che non ho ancora commesso.

I “…Te l’avevo detto” sono bombe a orologeria  di cui pare soltanto io non veda il timer. Spetta a me farle brillare disinnescandole con le mie scelte.

Postilla: Oggi Buba sembra aver scritto questo post per me.



19 01 2005

Weird night (fàmolo strano!) Il riverbero dei lampioni sulla neve, il naso irrequieto del mio coniglio che fa capolino da sotto il tavolo, la caldaia del nuovo ferro da stiro che va in temperatura, i dialoghi di un cortometraggio su canale 5 che mi fanno compagnia in taverna.
Ho gli occhi impiastricciati di trucco pesante, un gloss sfacciato, le ciglia incollate di rimmel. Le labbra color geranio si schiudono, la lingua si offre rosata. Una pastiglia bianca si posa sul velluto delle papille ed inizio a fare le mie smorfie. Gioco, rido, tossisco… e scatto. Una notte strana, come il mio modo di intendere il tema del foto.contest. ;)



14 01 2005

Quando e perché un’amicizia si perde ad uno svincolo della vita? Ci sto pensando, ma fa male e quasi quasi tiro dritta sulla mia tangenziale. La lancetta del contagiri  che schizza ai dodicimila è appuntita come una lacrima trattenuta a stento.
Nel casco posso rispondermi solo che “succede”.
 
Guardo lo specchietto retrovisore per andare a ritroso, ricordando la strada percorsa insieme: i traguardi, le soste,  gli itinerari, i piccoli incidenti di percorso. Stringo le dita sulla manopola dell’acceleratore come se impugnassi il mio orgoglio, in una morsa di rimpianto.
L’altra mano poi  si stende pizzica con un colpetto rapido la leva della frizione ed il tormento si attenua per una frazione di secondo. Cambio marcia. Il cuore sotto la tuta batte e lo sento pulsare nella giugulare. Sono quasi in apnea, sollevo di poco la visiera.
“Succede” mi ripeto in una boccata d’aria gelida.
Sono cose che ti capitano addosso. L’aria mi sferza non appena sollevo il petto dal serbatoio uscendo dalla protezione del cupolino.
Un bel respiro, il mondo esterno mi contagia di rumori e odori di vita reale. Mi riprendo. Inizio a frenare. La tensione si allenta. So qual è la mia strada; è qualcosa che ho già valutato e deciso. Il pollice nel guanto fa scattare la freccia. Morbidamente mi infilo nell’arco della curva.
 
Adesso sto bene.
So che ci saranno semafori, sensi unici, divieti di accesso, stop, vigili, pedoni distratti, automobilisti boriosi…ma chissà che ad una rotonda non si riesca ancora a fare un mezzo giro insieme. Per poi procedere ognuno per la sua strada. Nel frattempo percorro la via che mi porta verso casa.



12 01 2005

too busy living… 



5 01 2005

Tante cose da raccontare, ma  troppa disperazione e morte ancora mi impediscono di scrivere. Mi rendo conto che lo tsunami non ha ancora finito di infrangersi sulla mia anima, erodendo i coralli della mia natalizia felicità. http://www.wfp.org/donate