29 06 2004

Poesia idiota

La mia casa è un dinosauro.

Nella sua pancia buia resto solo per dormire,

acquario, tartaruga e un coniglio da accudire.

La mia casa è un dinosauro.

Stanco, trascurato e con gli acciacchi,

di lavoro, dentro e fuori, c’è da diventare matti

La mia casa è un dinosauro.

Per scheletro ha l’amore dei miei defunti genitori

Custodisce le nostre memorie come fossero tesori

La mia casa è un dinosauro.

Non è cambiata nel corso degli ultimi anni

Testimone della gioia ma anche degli affanni

La mia casa è un dinosauro.

Triste, grande e un po’ allo sbando

Ma qualcosa sta cambiando…

 

 

 

 

 

 

 

 



28 06 2004

Ambra 13 Non è un rossetto, il nome in codice di un tassinaro, un robot da cucina. E’ la rotta su cui viaggiavano le 81 vittime della strage di Ustica.



24 06 2004

Come lama di damasco Ho un comportamento strano a volte. Chi mi conosce sa che ogni tanto divento fredda come metallo, senza motivo apparente. Mi piego su me stessa come l’acciaio di damasco più e più volte, mi arrovento nella forgia dei miei pensieri. Mi percuoto l’anima con il maglio del rimorso, delle paure, delle autoaccuse.

Mi scaldo facilmente, diventando pericolosa come se fossi incandescente. All’apparenza sono innocua in realtà sono in grado di ustionare e far scintille. Chi mi ama sparge borace sui miei eccessi, cercando di placarmi. Ma tra martello ed incudine continua il mio lavoro e freso sulla mola del masochismo i lati del mio carattere. Mi tempro di nuovo, rientro nella forgia ne esco quasi malconcia e segnata, mi raffreddo nelle lacrime. Finché un abbraccio lucida le mie anse, portando alla luce le venature, limando il mio carattere, rivelando la mia unicità.

Il sito dei Coltellinai Forgiatori Bergamaschi



23 06 2004

La soluzione è un gioco Come ogni sera o quasi ieri sono stata a prendere un caffè dai vicini da casa. Gioco un po’ con il piccolo telaio di S. che si sta tessendo una borsettina molto chic “da vera signora” mi dice armeggiando la navetta con le piccole manine. Con noi in cucina c’è anche C., la mamma. Un vero gineceo con due Penelopi di sette e trentun anni alle prese con fili colorati da una parte, mentre papà e figlio di nove anni guardano la partita dell’Italia in salotto, concentrati nella semioscurità, incuranti delle zanzare.

S. ad un certo punto domanda: “Mimi, quando ti sposi m’inviti?” C. mi guarda e scuote la testa un po’ imbarazzata per la domanda della figlia, io intanto contrattacco:

“Certo! Ma tu mi tesserai una borsettina per l’occasione, bella come la tua?”

S. alza lo sguardo dal telaio e si china a frugare nel sacchetto, dove sono riposti tanti gomitoli colorati ai piedi della sua sedia. Dopo qualche secondo la sua testolina rispunta sconsolata. Le dieci piccole dita aperte a ventaglio, le spalle strette e la bocca imbronciata:

“Uff…Mi manca il bianco!”

Trattengo un sorriso stupita e lusingata dalla celerità con cui voleva soddisfare la mia richiesta. C. interviene in mio aiuto:

“Guarda che non ci si sposa così di fretta. Hai tutto il tempo per comprare il filo e fare la borsetta a Mimi con calma…Il matrimonio è una cosa seria”

S. mi pianta i suoi occhioni addosso con aria interrogativa:

“Ma tu vuoi già bene al tuo fidanzato adesso, vero?”

“Sì che gliene voglio e tanto!” S. ha avuto la risposta che desiderava sentire e chiude la discussione cinguettando beata:

“Allora io ti faccio una borsetta colorata e fingo che è bianca e tu fingi che ti sposi!”



22 06 2004

In fondo “100 colpi di spazzola” di Melissa P. mi è stato prestato e così non mi sono sentita truffata, Coehlo non mi fa impazzire nemmeno quando scrive di sesso in “11 Minuti”, “Va dove ti porta il cuore” non l’ho mai letto e ne sono fiera, “Il Piccolo Principe” e “Siddharta” mi sono piaciuti ma non mi hanno cambiato la vita, della Allende ho trovato belli solo un paio di libri, “3 metri sopra il cielo” potrebbe essere per me pubblicato a puntate su Cioé, piuttosto che venduto in libreria (sono arrivata a pagina 43, ha ancora qualche chance di colpirmi). Insomma, io ci provo a fermarmi alle novità in vetrina ma alla fine, come sempre, il meglio è quello che sta più in fondo.



21 06 2004

A come… alba, autostrada, Arcaem che fa l’archietetto ed ha un appartamento proprio come piace a me, a come amicizia che ti lega anche a distanza. A come autodromo, amici e amiche motocicliste, Alexmanico, Aprilia Factory, ansia da pista, accelerazione, adrenalina, ancoraaaaaa, attività da PR, accordi e proposte per il futuro.A come affamata, Attila, tiro con l’arco giapponese, a come applausi al Rolling Stone, Alserit affascinato dalle motocicliste, allegria e ascoltare musica ai navigli attorno ad un tavolino. A come “ahia i tacchi di 9 cm!”, a come “alle quattro e mezza del mattino a nanna”, a come arrivederci a presto. A come auguri a papà Lucaideamoto! A come abbigliamento Axo, accendere la moto, arrivare in sella per la presentazione, ammutolire gli agenti. A come fenomeni atmosferici (diluvio), addominali scolpiti del modello in sfilata, a come autografi che non ho chiesto a Neil Hodgson, James Toseland, Roberto Rolfo…, buon appetito, a come andare a letto cullata dalla voce del mio amore. A come avviamento della Punto che fa i capricci di lunedì mattina, a come alternativa piacevole arrivare in ufficio in moto. A come… sono fortunata a vivere!

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18 06 2004

Presto che è tardi! Vado a Monza, Pirelli Day, aiuto monto Bridgestone, devo comprare un treno di Diablo lì in circuito, merda questo mese vado col conto in rosso, me lo sento, però faccio il corso con Motosprint, il test ride Aprilia Factory con Special Mag, ma coi pneumatici “vecchi” di 2700km poi che ne faccio? Li vendo? Come li riporto a casa? “Mimi, mi spiace non posso venire sabato”, “mi cambi il turno domenica?”, “posso comprare lì i pneumatici?”, “posso portare mio figlio?”, “mi porti tre magliette e un libro?”, che livello di guida in pista ho io? Principiante? Medio? Livello kiavika esisterà? Monza è veloce, ho una fottuta paura…Help dove dormo? Chiedo in forum! Grazie ragazzi! Saccoapelo nello zaino e porto anche l’accappatoio: mi doccio in circuito così non disturbo, orpo io domenica mattina devo rientrare a casa, ho la giacca e la t-shirt Axo nuove da indossare, devo poi cambiarmi per la cena dopo la presentazione…se non mi metto nei casini da sola non sono contenta, che vestito metto per domenica sera? prestocheètardi…prestocheètardi…prestocheètardi…



15 06 2004

Panino No Global Lancio un invito a mia sorella via sms:

“Idea!andiamo al mcdonald ke hanno appena aperto?bax”

Poco dopo arriva la sua risposta.

“Fatta!ti aspetto da me e poi ci andiamo insieme bax”

Ci accoglie un grande cartellone su cui campeggia un mega hamburger invitante ed il claim “C’è più gusto fuori città”. Il nuovo ristorante della M gialla è affacciato su una circonvallazione, lontano dal centro storico, al semaforo di una statale. Apre proprio stasera. Troviamo il servizio drive thru chiuso, ma il parcheggio è zeppo di auto. Ci sono persino una Cayenne da borghese arrichito e qualche Mercedes da magnaccia. Bah, saranno le auto dei gestori del fast food. Scendiamo e ci avviciniamo all’entrata dove due hostess ci sorridono con poca convinzione squadrandoci come fossimo aliene.

“Buonasera, possiamo vedere i vostri inviti?”

Sorrido inclinando la testa e serrando gli occhi

“No, non li abbiamo…”

Mi rivolgo ad E., allibita più di me, la pensiamo allo stesso modo, giriamo i tacchi e ce ne andiamo. In auto ci facciamo amare risate:

“Ma ti pensi? Inaugurazione su invito al Mac Donald!”

L’odore di fritto del fast food cerca di allungare i suoi tentacoli e trattenere la nostra auto ferma al semaforo. Ma oramai siamo decise ad allontanarci dall’ipocrisia del vernissage di Ronald Mc Donald. Più avanti, oltre le auto che ci precedono in sosta al rosso vediamo, dall’altra parte della statale, un gruppetto di persone.

Sembrano fare un pic nic nel parcheggio di alcuni uffici. Una lunga tavolata con la tovaglia a quadrettoni bianchi e rossi, bottiglie con il tappo a scatto, filoni di pane, taglieri, palloncini colorati. Attorno all’allegra tavolata c’è un nugolo di bambini, qualche anziano che cerca di tenerli a freno, signore di tutte le età indaffarate con gli affettati ed i formaggi. Sembra una piccolissima sagra in miniatura in un posto un po’ strampalato. Un angolo folkloristico, quasi bucolico immerso nel traffico cittadino.

Intravediamo due uomini che, ad un certo punto, srotolano un lenzuolo sul quale è scritto con pennellate azzurre: “PAN VIN E SOPPRESSA”. Guardo E. che mi sorride:

“E’ una manifestazione pacifica di protesta! Il fast food no global”

“Abbiamo sbagliato inaugurazione! Dovevamo venire qui!”

Ridiamo. Improvvisamente abbiamo una gran voglia di un panino. Come quelli che ci preparava nostra madre.



14 06 2004

Romeo & Giulietta in pista Lui esperto pilota, lei alle prime armi. Un week end romantico in Toscana che inizia per mano sul Ponte Vecchio di Firenze per poi culminare nel circuito del Mugello al Pirelli Day con la collaborazione di Special Mag.

Dal diario di Giulietta:

Mugello. Pirelli. Nomi che insieme hanno fatto la leggenda del motociclismo. In questo sabato di giugno ho la fortuna di vivere un sogno. Giro al Mugello grazie allo staff di Special Magazine durante il Pirelli Day. E’ mezzogiorno. Sono agitata come se fossi al mio matrimonio. Il respiro mi si accorcia, sento tutto il mio corpo pulsare e pompare sangue e adrenalina sotto la tuta in pelle. Mi alzo sulle pedane della moto per scaricare la tensione nervosa e distendere le gambe prima di risistemarmi in sella. Il mio compagno ed io entriamo nella pit lane. Il motore del CBR 600 RR di Special Mag borbotta ansioso di cantare in pista. Lui è in sosta davanti a me su un’altra Honda, un bel VFR rosso. Mi affianco in pit al mio compagno, lui mi fa l’occhiolino e abbassa la visiera.

Si parte! Ingraniamo la prima e ci immettiamo nel flusso della pista insieme. Mi precede e paziente mi guida nelle traiettorie. La sua mano guantata detta la sequenza delle marce da tenere, cerco di regolare il respiro, imitarlo nei movimenti in sella, seguire le sue scie così sinuose e precise. Non è solo il mio ragazzo quello lì davanti ma un pilota esperto, dal quale posso imparare tanto. Il tracciato del Mugello è la perfezione. Quindici curve, tante collinette, discese e un rettilineo da apnea che ti proietta in un cono di velocità impressionante. Impossibile annoiarsi. Mi fa pensare alla vita questo tracciato, perché è sempre in grado di sorprenderti di spingerti verso l’alto dove non vedi cosa ti aspetta per poi ridiscendere fluidi, in una danza continua.

L’uomo che di solito mi tiene per mano passeggiando in città mi fa ora cenno di superarlo. Vuole vedere cos’ho imparato in questi primi due giri. Passo avanti ed inizio a girare senza la sua guida sotto il suo sguardo attento e premuroso. Nel casco gli parlo illudendomi che mi senta: “Scalo in terza, decelero, adesso sporgo il sedere, curvacurvacurva… Inserisco la terza, oddio…sono uscita larga, scusami amore!” scuoto il capo e so che lui da dietro se la ride nel casco e prende nota mentalmente dei miei errori da principiante. Prima di entrare in pista mi aveva detto “una volta che provi i Pirelli vedrai che li vorrai anche sulla tua moto al prossimo cambio di pneumatici”. Ha ragione. Il loro comportamento è ottimo sia in frenata che in piega che in accelerazione. Mugello: circuito paradisiaco e tracciato ideale per le diaboliche Pirelli. Unione perfetta. Mi sento sicura come su rotaie. Procediamo in tranquillità mentre attorno a noi sfrecciano piloti esperti.

Lui, sempre paziente, mi precede con le doppie frecce mentre io cerco di memorizzare le curve, seguire le sue traiettorie. Le bandiere gialle non si sprecano ed assisto anche a qualche ruzzolone nelle vie di fuga. Cerco di non farmi condizionare e legata ad un filo immaginario inseguo il mio uomo che mi accompagna in questa avventura al Mugello. A fine turno so che ho ancora tantissimo da imparare ma sono consapevole di aver realizzato un sogno. Quando penso alla guida in pista mi viene sempre in mente una canzone di Ligabue Metti in circolo il tuo amore. Oggi l’ho fatto in tutti i sensi.