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04
2004
La miseria Pranzo di Pasqua. Tre donne a tavola. L’amica di famiglia trentenne pecora nera e motociclista (ovvero io), la trentaseienne mamma sull’orlo del divorzio, la nonna sessantatreenne di estrazione rurale, legata alle tradizioni ed alla vita semplice.
Gustiamo le crepes calde ai funghi e di sottofondo la televisione gracchia. Tanto la conversazione langue, siamo tutte e tre perse nei nostri pensieri.
Dallo schermo solo lo squallore di “Buona Domenica”: Laura Freddi con più rughe di Orietta Berti, Costanzo che si ciuccia la dentiera, la Bonaccorti reduce dalla Mummia III, tutti i ragazzi delle varie edizioni del “Grande Fratello” al completo, Laurenti con la sua vocina nasale in completo sahariano color kahki . Decido di guardare fuori dalla finestra, ritagli di cielo grigio e freddo dal merletto delle tende. A riportarmi in cucina, alla realtà, ci pensa la nonna che esordisce così: “Avà…quello [Laurenti] porta le toppe sulle càze…Allora è vero che stemo tutti nella miseria!”.
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9
04
2004
Senza titolo Due anni fa moriva mio padre. Duemila anni fa moriva quello con la P maiuscola. Ho il gene dell’orfana nel dna. Ma non mi chiamo Candy Candy e non vivo con le suore alla Casa di Pony.
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9
04
2004
Feste comdandate e comandanti Natale l’ho trascorso tra la Romagna, le Marche e le nevi Dolomitiche, eremita del cuore. Pasqua invece la trascorrerò coi miei, la mia piccola sgangherata famigliola ridotta ai minimi termini dal destino.
Reciterò come una brava scolaretta la preghiera davanti alle lapidi dei miei genitori, sempre convinta che lì dietro non ci sia nessuno ad ascoltarmi. In realtà la dirò per me stessa e sempre, comunque, con poca convinzione. Preghiera e placebo, contentino, patto d’indulgenza.
I miei genitori e i miei cari defunti sono una nube, un’aura che avvolge ogni cosa, quando scendo in quel piccolo paesino lungo la costa del Piceno. Come un rilevatore geiger i valori del mio cuore impennano all’avvicinarsi della località. I ricordi mi si infrangono addosso a ondate, il mio animo è una spiaggia sporca che aspetta le palette dei bambini e le corse dei cani sul bagnasciuga. Più che triste sono melanconica all’idea di partire per il mio piccolo lieve calvario della memoria. Le feste comandate sono scomode, forse perché ci comandano di riflettere in una penitenza dolorosa, per fortuna dura solo un week end.
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7
04
2004
Venghino siore e siori, meglio se in sella ai vostri bolidi, al 3° motodonna del primo maggio! La locandina con le informazioni ed i contatti è qui

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7
04
2004
Natura sensuale Stamattina il paesaggio del produttivo nordest sembrava appena uscito dalla doccia. Il temporale mattutino ha ripulito il cielo dalla foschia, mentre le nuvole come un esercito silenzioso di grigi batuffoli battevano ritirata. Le Dolomiti si affacciavano sulla pianura vestite di uno scialle bianco, che, ad aprile, ancora ne ricopre il capo. I campi, i colli, i bossi, le magnolie, le forsizie tutto sembrava chiedere “guardami, assaporami con gli occhi, annusami, coglimi, sfiorami…”.
Arrivata in azienda, ho preferito parcheggiare fuori e non nel sotterraneo per godermi ancora i colori, i rumori, gli odori. Sono scesa dall’auto e ho aperto le narici come un cane da fiuto, ho osservato le mie scarpe stringate nere affondare nell’erbetta tenera e bagnarsi, ho sentito una gazza spiccare il volo in un frullio d’ali, oltre la siepe.
Ho pure timbrato in ritardo, ovviamente.
Se mi avessero chiesto una giustificazione avrei risposto solo: “sono stata sedotta dalla natura”.
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04
2004
Safe love Se amare comporta dei rischi com’è che ancora nessuna società di assicurazione ha proposto una polizza che tuteli dai sinistri amorosi?
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04
2004
Orario continuato Intrappolata nel grigiore di quest’indecisa primavera, oggi in pausa pranzo, invece che sedare il mio appetito ho assecondato l’ingordigia da shopping. Una t-shirt bianca stampata in nero e argento, una camicetta china-look di raso nero con la chiusura a bottincini di lato sulla spalla, un vestito anni ‘40 nero aderentissimo, un top in pieno stile glam-punk che lascia una sola spalla scoperta e ha una stampa dorata da vera rockettara. Non ho provato un singolo capo, un vero e proprio acquisto d’impulso. Probabilmente il top punk lo indosserò solo una sera, il vestito sarà sicuramente troppo trasparente ed aderente alle curve, la camicetta sembrerà una giacenza di magazzino, la t-shirt si restringerà paurosamente al primo lavaggio…Ogni tanto penso a quanti negozi campano sulla vulnerabilità emotiva delle donne. Oggi ho fatto la fashion victim! Che detto così fa quasi faigah ma in realtà è da idiota patetica. Uffi. Fanculo all’apertura dei negozi con orario continuato…

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