Domani smetto (?) Guarire da una delusione di cuore è un po’ come provare a smettere di fumare. Cerchi di non pensarci, di fare il giro largo per non passare davanti alla tabaccheria, tanto carina e familiare dove la tabaccaia sa già a quale marchio sei fidanzata in una relazione viziosa.
Dici a te stessa “smetto, sono forte, non ne ho più bisogno”, ma alla fine ci ricadi. Provi a non frequentare persone che fumano, ma alla fine ricapiti seduta a fianco a chi fuma, ripassi per quelle vie che avevano assistito ai baci, al fremito dell’attesa per l’amato, rivisiti i forum ed i siti delle prime schermaglie affettuose, rileggi gli sms e ci pensi e ripensi, avvolta nel fumo pregnante della memoria.
Se anche riesci a non pensarci per un po’ finisci per aver una gran voglia di accenderti una sigaretta anche solo vedendo un film, finisci per ricordare come stavi bene con lui scorgendo i fidanzatini che passeggiano per strada. Il desiderio di ritrovarti in quell’abbraccio ti schiaffeggia, le dita giocherellano con la matita come se fosse il filtro di una sigaretta.
A parte qualche breve periodo non ho mai smesso di fumare del tutto. Fumavo qualche sporadica sigaretta, cercando di non acquistarne un pacchetto intero, magari andando a scrocco tramutandomi in un fastidioso parassita nicotinomane.
Allo stesso modo, soprattutto per le delusioni e le storie più tormentate, non ho mai smesso di pensare ad alcune persone. Scantonavo la nostalgia, ma ricadere e crogiolarsi nei ricordi e nella malinconia ha un gusto amaro e piacevole. I pensieri si consumano lentamente, riattizzati dal mio respiro. In fondo, nei momenti di incertezza e confusione, il passato è una sicurezza, una tentazione a cui è fin troppo facile cedere. Le relazioni finite male ed il tabagismo hanno entrambi effetti spesso deleteri sul fisico e la psiche, a lungo andare. Eppure nemmeno queste conseguenze e controindicazioni servono a farmi smettere.
Ho qui vicino diciannove bugie da raccontarmi, diciannove dolci inganni della nostalgia. Milligrammi di nicotina, amori andati in fumo, scottature del cuore. Non esistono cerotti a strapparti dal circolo vizioso dei rimuginamenti, dei rimorsi, della delusione e della rabbia. Smettere, eh… sembra facile…
Mi viene in mente il volto di un mio amico che mi racconta di come abbia smesso di fumare ancora tanti anni fa. “Di botto” e mi fa un cenno secco con le mani. No way back, aggiungo mentalmente io. “Certo, è stata dura ma ce l’ho fatta ed ora non fumo più da tempo” mi ha detto con una punta d’orgoglio.
Sarà la soluzione giusta anche per guarire dalle delusioni d’amore? Gettare il pacchetto di ricordi ancora mezzo pieno ed invitante? Sto pensando a questo, a come applicare la sua terapia al mio vizio di crogiolarmi nel passato di storie finite male… Quando improvvisamente noto che lui, quasi senza accorgersene, mentre mi parla dei suoi trascorsi da fumatore, si passa rapidamente la punta della lingua sulle labbra, per poi pizzicarle leggermente coi polpastrelli. Un tic nervoso malcelato. Sta inconsapevolmente disfandosi di un immaginario residuo di tabacco.
Credo non si smetta mai veramente di fumare, così come non si smette mai di ricordare le storie che più ci hanno fatto soffrire e che ci hanno regalato piacere. Seppur breve come quello di una sigaretta.
