23 02 2004

Curiosità Ho sbirciato le parole chiave di ricerca che sono state utilizzate per rintracciare il mio blog. Un giochino un po’ idiota per capire il percorso web-illogico che porta i visitatori a questo angolo di Rete un po’ delirante… A questo punto non so chi delira di più: se io in quanto owner del blog o la gente che ci capita digitando le seguenti stringhe di ricerca:

  • mimijoy (e questo ci sta… mi pare una corretta parola chiave per la ricerca, 2 persone hanno trovato e visitato il blog, spero con loro soddisfazione)
  • “uomo della nebbia” + blog (eh eh… qui cercavano il Nebbioso)
  • aprilia.com (questo sarà rimasto alquanto deluso…)
  • buba motocross rider (che d’è????)
  • donne che frustano donne (questa è fantastica…!!!)
  • effetto saltello delle ruote (azzz… brutta storia)
  • fondue bourguignonne (in Rete c’è un popolo d affamati e di chef mancati)
  • foto di donne con in vista le mutandine (notevole. Inserirò la mia foto in perizoma così da soddisfare questo gentile utente)
  • gattina nuda (in perizoma sì…ma le foto ignuda no!)
  • lycra blog (sono più per il cotone e la seta sulla pelle…)
  • madeleine ricetta italiano (amo fameeeeeeeeeeeee!)
  • morticia addams foto (ehm… Canto come i R.E.M.: it’s been a bad day please don’t take a picture….)
  • mìmijoy (sta cosa dell’accento sarà un errore?)
  • pedane legno grigliate (si mangiano?)
  • splinder rosa bruno (ku fu?)
  • traiettorie in motocicletta (gentile utente passami il link se hai trovato qualcosa in merito, serve anche a me!)


20 02 2004

Negazione dell’abbandono Ieri ho giocato un po’ con un mio amico, Coupè, facendo dei semplici test psicologici. In particolare da una tavola che rappresentava un uomo e una donna, nel descriverla, è emersa la mia tendenza a negare l’abbandono. C’ha preso! Funziona! E’ vero! Io sono terrorizzata e fatico ad assimilare lo choc da distacco. Mi sento rifiutata, sbagliata, ci soffro tremendamente e cerco di illudermi che l’abbandono non ci sia mai stato. Sono proprio da ricovero…

Poi però ho anche pensato… Non sarà più matto chi l’abbandono lo accetta di buon grado e senza traumi alcuni? Boh. Misteri della mente umana.

Coupè, comunque, se mi dovessero internare per disturbi borderline… restiamo vicini vicini e soprattutto… non mi abbandonare!!!! hihihihi



19 02 2004

Sembra ieri Invece sono passati quattro, dico quattro lunghi mesi, dall’incidente con la mia vecchia moto.

Nonostante l’intervento dell’agenzia sinistri alla quale ci siamo rivolte con fiducia io e P.T.G. da dicembre ad oggi non è cambiato assolutamente nulla.

Abbiamo fatto foto, raccomandate, presentato certificati… Praticamente l’agenzia, in nostra vece, non ha fatto che qualche chiamata al liquidatore della controparte, perché noi, subito dopo il sinistro, avevamo già predisposto tutta la pappa pronta.

Ho un futuro da assicuratrice con le contropalle - del resto lo era anche mio padre…avrò preso da lui!

Il responso è oggi, come quello di mesi fa “concorso di colpa” ed una perizia fatta il 30 ottobre, dico 30 stronzissimo di ottobre, sulla mia hornet incidentata ha giocato a nascondino per tre mesi, dico tre fottuti mesi.

Già… il tempo sembra essersi fermato, peccato che sia tutto meno che romantico. Mavaffanculovà!



19 02 2004

Come Smilla Sono arrivata in ufficio avvolta in un nugolo di pensieri trasportati dai fiocchi di neve. Neanche fossi tra i ghiacciai groenlandesi.

Il brutto è che avevamo in programma un giro in moto per domenica pomeriggio. A vedere la moto nuova che sonnecchia in garage sto diventando idrofoba. Il bello è che con le nevicate torno bambina: bocca spalancata verso il cielo, fiocchi che si sciolgono sulla lingua…



18 02 2004

L’unico maschio che mi sopporti Vivevamo insieme dal 5 gennaio. Un rapporto d’affetto, di coccole, di scherzi e giochi.

Ieri sera a cena è scappato fuori di casa. L’ho cercato subito ad intervalli di un’ora, anche meno. Nessuna risposta. Ho pensato fosse andato dai vicini. Non mi sono data pace fino alle tre del mattino. Non ero serena, in fondo dormivamo insieme da un mese. Accocolati in posizione fetale, entrambi col musetto verso la stessa direzione. Stamattina lo richiamo… nulla , nessun campanellino. Ho finito di prepararmi per l’ufficio e sono uscita sul vialetto. Poi, quando stavo per salire in macchina l’ho visto per terra, sono corsa verso di lui con le mani sulla bocca. Tic, tic, tic, toc, tic, tic, tic, toc. Tic…toc…tic…toc… I miei tacchi hanno cambiato cadenza, perché, mentre mi avvicinavo alla sagoma di pelo fulvo, deceleravo: non si muoveva, pareva congelato…

Linguetta rosa tra i dentini candidi e aguzzi, occhi sbarrati dalle pupille dilatate, zampe dure ed inermi come cartone. Per fortuna nessuna traccia di sangue. Era morto. Chissà da quanto. Il mio Ruben. Il collarino rifrangente addosso, un campanellino silenzioso e muto come il mio dolore.

Ho avuto un conato e mi sono allontanata di fretta, ripetendomi “Non era lui. No. No. No. Non può essere…Non il mio Ruben” con gli occhi velati di pianto.

Non ce l’ho fatta nemmeno a guardarlo nello specchietto retrovisore, lì riverso per terra, sul ciglio della strada a due case di distanza dalla mia. Sono scappata. Non sapevo che fare. Come non lo so ora mentre scrivo. Il peggio sarà questa sera, questa notte senza “l’unico maschio che mi sopporti” come lo vezzeggiavo prima di addormentarmi alla musica delle sue fusa.

 

 

 

 

 

 



17 02 2004

Li occhi miei ghiotti andavan pur al cielo… In mailing list motocicliste oggi si parla di scoperte astronomiche, galassie a 13 miliardi di anni luce da noi, atavici enigmi umani, utilità delle missioni spaziali.

Tremendamente romantico e affascinante. Peccato. Personalmente trovo ingiustificata la spesa per Spirit & Compagni di Merende su Marte (Tambu mi odierà, lo so) quando milioni di persone sterminate dalla fame e dalle malattie sono invece ancora su questo pianeta e per loro si fa ben poco.

Perché quindi le missioni spaziali? Impacchetteremo e smaltiremo su Marte i malati di aids e gli affamati? Alé, un bel cosmico calcio in culo verso il buco nero! Aspetteremo dalla vastità infinita dell’universo una soluzione ai nostri problemi? Ecco la vera manna dal cielo!

Sarò cinica, ma le stelle a sto punto è meglio che ci guardino da lontano. Così almeno vedranno i nostri enormi errori e la nostra presunzione forse rimpiccioliti dalla distanza.



17 02 2004

La favola del Dottor Costa Si è discusso di sport mercoledì scorso al Ristorante Do Mori di Cittadella (Padova). L’Intermeeting del Panathlon Club ha infatti avuto come relatore d’eccezione il celebre Dottor Claudio Costa, patrono dell’altrettanto famosa Clinica Mobile , vera propria unità medica su ruote che coinvolge ben 107 persone nel suo staff e costante presenza a bordo pista, durante le gare di Motomondiale e Superbike.

Era una platea variegata quella che ha assistito rapita ai lirici racconti di questo Medico dei Piloti. Oltre a diversi Club Panathlon presenziavano infatti alcuni esponenti del Motoclub Pompone, un ingegnere Aprilia ed un pilota collaudatore Kawasaki. Insolita “primadonna” della serata la stupenda Aprilia 250 vincitrice del titolo mondiale 2003 sotto la guida di Manuel Poggiali.

I racconti e gli aneddoti del Dottor Costa hanno stregato i presenti, che per qualche ora hanno potuto gettare uno sguardo singolare e particolarmente umano sul mondo dell’agonismo su due ruote.

Tantissimi i nomi di piloti graziati dagli interventi della Clinica Mobile: Mick Doohan, Manuel Poggiali, Loris Capirossi, Alex Zanardi fino ad arrivare ad un altro dottore d’eccezione (ma in pista): ovvero The Doctor, Valentino Rossi.

Eppure lui, il Dottor Costa, pare quasi non volersi prendere alcun merito dei piccoli grandi miracoli compiuti per le carriere di questi piloti, sempre in cerca dei loro limiti estremi trai cordoli.

E’ pacato, profondo, filosofico e poetico. Ad un medico come lui bisognerebbe rivolgersi soprattutto per guarire nell’animo, perché le sue parole ed i suoi concetti portano un pizzico di zen e tanta umanità in luoghi dove a correre sono degli eroi dell’agonismo, sempre tesi a sublimarsi rischiando spesso la loro stessa vita per inseguire, sul filo del tachimetro, il podio.

Il Dottor Costa ci racconta dei suoi pazienti come farebbe un padre incantato dai progressi dei propri figli. Spesso fa riferimento al mondo del motociclismo come ad una fiaba mitologica con i suoi eroi semidei, ovvero i piloti. E’ cosciente che il finale della fiaba possa non essere sempre lieto, ma allo stesso modo il Dottor Costa è pronto a vivere la sua favola a bordo di questo itinerante gioiello della moderna medicina.

In tempi segnati dall’epopea del Signore degli Anelli ci piace pensare a quest’uomo di medicina come ad un saggio Gandalf, che alla magia spettacolare degli incantesimi preferisce il rigenerante potere dell’animo umano. Il saggio Dottor Costa e la sua compagnia di coraggiosi medici sono già pronti a prodigarsi per riportare in pista la meravigliosa favola del motociclismo e dei suoi eroi.

 

Questo racconto lo trovi anche qui:

http://www.motocicliste.net/storie/costa.asp



13 02 2004

Betulle e Ballerine Passeggiando per rientrare in ufficio, dopo pranzo, ho visto i giardinieri abbarbicati su enormi elevatori, che sfoltivano i rami delle vecchie betulle, così da prepararle alla primavera.

 

Rami neri e grigi recisi, come trame di un merletto, che cadevano senza quasi far rumore al suolo. Le casette degli uccellini sfitte per qualche giorno di trambusto. Presto torneranno ad essere nuovamente popolate di pigolii e battiti d’ali.

 

Ho anch’io delle fronde dolorose da tagliare, ma il coraggio spesso non riesce a sollevarmi e nel mio animo ancora si annidano paure e fantasmi. Eppure qualche gemma c’è e di tanto in tanto echeggia il canto di una coppia di ballerine bianche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



13 02 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Peccato non poterci fare un giretto…



13 02 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

11/02/04 - Intermeeting Panathlon Cittadella (PD) Foto di gruppo con il Dott. Claudio Costa e l’Aprilia vincitrice del mondiale!