l’appuntamento

10 07 2007

Sulla quarantina. Rasato, aspetto gradevole e curato, ma non appariscente.Mi vede arrivare sul vialetto di porfido, bardata con casco e zaino in mano, mentre rovisto alla ricerca delle chiavi del portone.

Sorride e gentilmente mi tiene aperto. Ha lo sguardo che luccica, direi che è emozionato. Rispondo al sorriso e lo ringrazio, una voce femminile dal citofono alle sue spalle gracchia qualcosa di incomprensibile. Lui rimane al portone, in trepida attesa.

Mi dirigo verso l’ascensore pensando di incrociare magari la donna che lo incontrerà.

Il tempo di entrare in casa, togliere giacca, paraschiena e prendere la catena grossa per chiudere la moto parcheggiata in cortile di sotto. L’ascensore è ancora al mio piano. Segno che Lei non è scesa o forse sì, ma dalla scala A.

Invece no. Di lei nessuna traccia e lui è ancora lì, paziente, con una gioia che non riesce a contenere. Ci riguardiamo e risalutiamo con una battuta, ovvia, sul tempo.

“Bufera in arrivo…”

“Ho fatto giusto in tempo a parcheggiare la moto! Che fortuna!”.

Accucciata sulla ruota posteriore armeggio con catenaccio e lucchetto. I primi goccioloni di temporale chiazzano la sella. Mi sollevo e lancio un’occhiata al portone. Ancora nulla. Si fa aspettare questa, la voglio proprio vedere adesso! Con la scusa di controllare il sottosella mi attardo e faccio la vaga.

Rumore del portone di vetro che si chiude. Mi volto verso di lui.

Due bambini gli saltano addosso come cuccioli impazziti. A turno ne prende in braccio uno e poi l’altra schioccando sulle loro guance baci e risa. In trance ritorno verso la portineria. Lui è alle prese con un ombrello colorato a spicchi d’arcobaleno, i bimbi lo strattonano esultanti al suo fianco: “Papy! Papy!”

Scene da famiglie separate. Figli in condivisione. Era il suo week end con i piccoli, altro che cena galante con donna misteriosa.

Abbozzo un sorriso come cenno di saluto quando li incrocio. Il mento mi trema, le mani si serrano a pugno.

Divorziati con figli. E’ famiglia. Nonostante tutto.

Ma al quarto piano il mio appuntamento è con la piantina di basilico da annaffiare.

Mi volto indietro, lui anche.

Un ultimo contatto visivo.

Lui ha gli occhi lucidi di gioia. Io velati di malinconia.


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2 responses to “l’appuntamento”

11 07 2007
Rey (17:29:15) :

MJ , mi hai colpita quasi a segno : pochi giorni fa è arrivata una telefonata a casa, una persona cercava la ex moglie di L. …

è famiglia. Nonostante tutto! :o )
Come te la passi bella fanciulla.
un lampeggio alla tua piantina di basilico :o P

11 07 2007
Luca (21:48:17) :

…ma quanto mi piacciono i tuoi post……. :)
abbiamo molto in comune….
ne ricordo uno sulla mula….. :(

sorrisi

L

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