2 12 2003

Like a Virgin Osservo le altre ragazze girare in pista dal box, nel frattempo, come in un rituale, mi bardo dentro la tuta, cercando di trattenere fuori e distante dal cuore la paura (sì, lo ammetto, ho una paura fottuta). Respiro a fondo nel casco, alzo la visiera, pochi centimetri quadrati di pelle esposti al bollore. Cammino nervosa e rigida facendo rumore con i miei stivali, vagolo tra le moto che si scaldano, scruto gli sguardi delle ragazze chiusi nei caschi, cercando di capire se anche loro sono nervose come me. Respiro, respiro, respiro. Ho il naso imperlato di sudore. Il vapore acqueo crea un sipario davanti a me. Sono un guerriero medievale in una corazza di pelle, kevlar e fibra di carbonio, pronto ad inforcare il suo destriero cromato e lanciarlo in un galoppo forsennato verso la giostra.

 

Mi preparo allo start. Accendo la moto, vibrazione iniziale che mi scuote e mette in circolo la prima dose di adrenalina. Mi tolgono il cavalletto (la Rockster è alta per me), sto in punta di piedi tipo Carla Fracci, aspetto che le prime ragazze entrino, perché le moto test di BMW sono le ultime a fare il loro ingresso nel circuito. Le centaure mi sfilano davanti con le moto più diverse, un rombo unico, ma dalle molteplici modulazioni. Sembra davvero un plotone a cavallo.

Tocca a me.

 

Libero la frizione e mi avvio verso l’imbocco della pista, semafori verdi, sguardo automatico verso gli specchietti retrovisori… che ovviamente non ci sono, accelero, vado su di marce… decelero in frenata, poi lascio la leva del freno e mi lascio attirare verso l’asfalto…piego (quanto? non lo so, ma mi sembra abbastanza)…rigablurigagiallarigablurigagiallarigablurigagiallarigablurigagialla sono in curva al cordolo…ok…respiro di nuovo, lo sento come un ansimo nel casco…

 

Si torna in posizione di marcia normale e si aumenta il ritmo, su di marce…tette sul serbatoio…vai di gas…c’è una”S”, staccata…ecco ora devo stare morbida di braccia, così…dondola baby dondola, prova a far scivolare la chiappa sulla sella mimi, ok…apri il ginocchio come un’ala…ecco fatto! L’istruttore è davanti a noi dipinge le traiettorie…e ci guarda voltandosi di trequarti sulla sella per verificare…ma come c@zzo fa???

 

Vedo avvicinarsi il curvone a ferro di cavallo, noto con la coda dell’occhio che in tribuna abbiamo pubblico…non mi faccio distrarre e ripeto la mia danza…staccata…moto quasi in stato d’inerzia ed io che la tiro dolcemente giù e la tengo lì…con le cosce strette ai suoi fianchi per poi risalire in accelerata e prepararci alla curva finale prima del rettilineo del traguardo…In uno stato di trance lucidissima mi tuffo nel cono d’asfalto, con le scie colorate e indistinte delle tribune ai lati…proseguo rannicchiata, sono un tutt’uno con la moto, il polso destro piegato e il tachimetro che impenna visibilmente…

 

Faccio 3, 4 giri di pista (??? non li ho mai contati), mi sembra di migliorare minuto dopo minuto…Sventola la bandiera a scacchi…Riporto il busto in posizione leggermente più eretta e rilascio la manopola del gas. Sento la cassa toracica sotto la tuta che torna a riespandersi in rilassamento.

 

E’ l’ultimo giro…. ma solo per questo turno…!!!

 

Era il 01/09/03


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2 responses to “”

3 12 2003
bacco (11:42:01) :

Ma bentornata;-)

3 12 2003
MimiJoy (23:38:01) :

:) In sordina, ma di nuovo nella mischia…

Bax

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