23 01 2004

Senza pudore Ieri sera, come succede da qualche giorno a questa parte, non appena rientrata a casa, sento due trilli di campanello e passa a trovarmi una mia nuova amica.

Compie sette anni lunedì prossimo.

Capelli biondi alle spalle sempre arruffati, sandaletti e pantaloncini blu con uno strappo vistoso su una natica (si sarà intrufolata fra i roseti per acchiappare qualche lucciola…). Copre il suo torso nudo con Ginger, la mia gattina rossa, che nervosa si guarda intorno in cerca di una via di fuga. A vederla sembra una bimba che gioca a fare la gran signora, con una stola di volpe tigrata al collo…

“Ciao Mimi, ti ho riportato la micia! Sei tornata ora dal lavoro?”

Ha una voce infantile ma non è fastidiosa, non è stridula o atteggiata a peste capricciosa. Mi interroga con quegli occhi cerulei. Non ha quasi le sopracciglia per quanto sono chiare e appena accennate di sottilissima peluria. Sicché il suo sguardo diventa ancora più magnetico, un po’ come quello delle mannequin anni ’70 stile Twiggy: tutto occhioni sgranati, un po’ all’ingiù.

“No, ho finito di lavorare alle sette ma sono passata in officina a riprendermi la macchina che era rotta, vedi che ora è parcheggiata lì?” e gliela indico con l’indice, chinandomi un po’ in avanti per parlarle più o meno alla sua stessa altezza. Distrattamente S. prende atto della mia auto che riposa sulla rampa del garage, sembra quasi che pensi

- ma questa è scema, l’ho vista arrivare un quarto d’ora fa e scendere dalla macchina, altrimenti mica passavo a trovarla! Certo che ho visto dove è parcheggiata la sua macchina!!! -

La gattina intanto miagola e si struscia disegnando arabeschi sulle mie gambe con la coda.

”Ma quando mi fai fare un giro sulla tua moto?”incalza la mia amica…

”Non appena mi restituiscono il casco, che ho prestato ad un amico, ma lo sai che è una promessa…”

Non so cosa mi prende ed inizio la paternale del giorno e continuo…“Sai S., di promesse bisogna farne poche, perché vanno mantenute e non è sempre facile farlo. E’ un impegno che ti prendi con un’altra persona, non è bello non mantenere la propria parola e tradire la fiducia di qualcuno. Ma te l’ho promesso, fidàti”

La piccola ospite mi guarda con un’espressione tra l’interessato e il perplesso per poi sbottare con un…

”Ho sete… hai della coca?”

- Ok, ha ragione S., beviamoci su - dico a me stessa, le sorrido ed entriamo in casa. Dopo un sorso di coca cola e qualche racconto di gattidicuginedellesueamichettediscuola prende fiato e mi chiede secca:

“Dov’è il bagno?”. La accompagno. Sto per uscire e chiuderle la porta, ma S. non smette di chiacchierare ed ha già fatto scendere alle ginocchia gli shorts e le mutandine a costine di cotone.

Mi fissa con gli occhi grandi e continua a parlarmi tutta presa dai suoi discorsi. Nel frattempo rimane così, quasi svestita, senza un’ombra di pudore.

Sembra non sappia nemmeno di essere nuda davanti ad una quasi-estranea, pensandoci bene mi era parsa forse più impacciata prima, quando ancora indossava i pantaloncini.

Sempre parlottando e incurante della mio sguardo sulla soglia della porta, si siede sul water ciondolando i sandaletti e gesticolando per dare più enfasi a quello che mi racconta tutta allegra. Non la seguo nel suo cinguettio. Sono semplicemente rapita dalla naturalezza, dalla spontaneità dei gesti, dall’innocenza e dall’armonia che emana questa bambina di sette anni che, praticamente nuda, mi parla seduta su un water, che mi sembra improvvisamente gigante con lei appollaiata sopra. Mi domanda tutto d’un tratto:

“Ma tu hai un marito?”

Balbetto, sento le guance che mi si infiammano: “No, no…ma ho il moroso…”

Questa bimba mi spiazza. Lei, sette anni da compiere, quasi tutta nuda è a suo agio, tranquilla e serafica. Io a trent’anni, vestita e calzata mi vergogno quando mi chiedono se sono sposata.

Ad un certo punto S. prende fiato ed io sfrutto il momento con una scusa banale per chiuderle la porta del bagno e tornare in cucina. Due secondi e sento il rumore dello sciacquone e del rubinetto.

- Si lava le manine…oltre che vivace ed intelligente è pure educata -

S. mi raggiunge in cucina. Sento il profumo del sapone che ha appena usato, vedo qualche goccia d’acqua ancora posata sulla pelle degli avambracci tatuati con i supereroi dei suoi cartoni preferiti.Segno che si è asciugata in fretta, forse per non perdere tempo e per finire di raccontarmi qualcosa che le sta a cuore.

Si aggira curiosa, sfiora gli oggetti – ha solo un’unghia dipinta con lo smaltino fuxia, sembra un coriandolo solitario - legge di sghembo le buste delle bollette posate su una sedia, si scaccia dal musetto le ciocche arruffate che le coprono gli occhi e inghiotte un eccesso di saliva prima di saltare sull’attenti e correre fuori lanciando gridolini: la mamma l’ha chiamata per la cena, due case più in là. Fa qualche metro trottando verso il richiamo della madre …poi improvvisamente torna indietro a portata della mia vista, affacciata alla finestra della cucina.

“Ciao Mimi, allora ti aspetto lunedì al mio compleanno! Ricordati che me l’hai promesso!” Mi fa un gran sorriso e corre via.

S. è una proprio una brava bambina, è la mia nuova amica e manterrò la promessa: farò fare un giro in moto a questa piccola Lady Godiva…e se un giorno diventerà una motociclista mi piace pensare che sarà anche per “colpa mia”.

Era il 11/07/03


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4 responses to “”

23 01 2004
tyler (11:51:01) :

Ma fammi capire una cosa… stanno ristruttrando Matrix per caso? Con tutti questi Deja Vu(e???) ci saranno grossi cambiamenti all’orizzonte…

Una presa “figura a quattro”, Tyler.

23 01 2004
ezekiel3000 (16:42:01) :

poi gliel’hai fatto fare il giro in moto alla piccola?

23 01 2004
uomodellanebbia (21:08:01) :

Ma questi mex li ripeschi dal tuo archivio? Cmq sempre bello leggerti :)

27 01 2004
margheritai (10:40:01) :

anche questo me lo ricordavo…:)

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