10 09 2004
In ritardo sulla tabella di marcia mi cimento con le faccende di casa. Di usare l’aspirapolvere non se ne parla: sono le dieci di sera passate oramai. Magari dopo la cucina do’ una passata anche al bagno piccolo. La televisione mi accompagna e di tanto in tanto, mentre capovolgo le sedie sul tavolo o lavo i piatti, scimmiotto qualche jingle pubblicitario e sculetto nel mio grembiule colorato. I programmi in tv si susseguono senza attirare la mia attenzione, che è invece concentrata su strofinacci, tergivetro spray, immondizie.
Mi sposto in bagno e il chiacchiericcio che viene dalla cucina dopo un po’ cambia. Riconosco la voce narrante di Lucignolo, su Italia 1. Sono china sulla tazza di ceramica, ripasso il bordo della tavoletta. Odore di candeggina e cloro.
“Questa notte voglio raccontarvi il primo giorno di scuola, di questo undici di settembre che non finisce più, del primo giorno di scuola per i bambini di Beslan…”
Serro gli occhi, anche se non vedo la televisione che gracchia nell’altra stanza. Non posso fare a meno di ascoltare il programma con attenzione. Mi manca il coraggio di tornare in cucina e riassistere a quei video drammatici. Le voci dei bambini italiani, le risa e i canti dei bimbi russi in Italia che disegnano i terroristi e li chiamano “stupìdi” quelli non li posso evitare. Ascolto quasi morbosamente ogni vocina infantile, ogni battuta o riflessione di adolescenti confusi.
A corredo delle immagini e delle testimonianze video, che io mi sforzo di non andare guardare, la musica di Sting, forse la voce di Noah.
Non ce la faccio…Devo tornare in cucina e guardare il programma.
Tengo duro fino alla prima interruzione pubblicitaria. Poi scappo di nuovo in bagno. Devo fare le pulizie. La mia mano si muove in circoli sulla superficie dello specchio. Insiste con lo straccio lentamente, ancora e ancora… Ma le lacrime non smettono di rigarmi il viso.
Voci di bimbi russi cantano di sottofondo al loro primo giorno di scuola.






Brava.
Un nodo in gola ed una stretta al petto davanti ad un orrore per il quale non ci sono parole. I soldati, cinicamente parlando, sono andati in guerra, avevano messo in conto l’eventualità della morte, ma quei bambini erano andati a scuola per festeggiarne l’inizio, per festeggiare l’inizio della loro vita sui banchi. Più ci si pensa e più sale l’orrore.
Ciao, mi hanno messo il link alla tua pagina e allora sono passato a vedere!
saluto!!!
Ops, avevo letto male, il link in HTML sparisce, scrivilo senza www e la sintassi solita….saluti!!
già….stiamo facendo un’altra torre di babele…
:-*
No, non ci sono riuscita, non ho guardato quello special, mi sembrava di rovistare troppo a fondo nel dolore degli altri, di essere avida solo di lacrime…
Ciao
Ciao, omonima…mi mancavi e sono passata per un salutino!
Visto che eri china sulla tazza… potevi comodamente vomitare!! Sarebbe stato comprensibilissimo.
C’è mancato poco cmq…
Bax
MJ
If blood will flow when flesh and steel are one
Drying in the colour of the evening sun
Tomorrow’s rain will wash the stains away
But something in our minds will always stay
Perhaps this final act was meant
To clinch a lifetime’s argument
That nothing comes from violence and nothing ever could
For all those born beneath an angry star
Lest we forget how fragile we are
On and on the rain will fall
Like tears from a star, like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are, how fragile we are
On and on the rain will fall
Like tears from a star, like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are, how fragile we are
How fragile we are, how fragile we are.
Sting.
Ho smesso di cucinare torte, almeno per il momento, ma non di cucinare in toto! Ho ripiegato sulle crepes alla nutella che ho prontamente distribuito a tutta la famiglia… Nessuno ha detto niente, erano troppo indaffarati a leccare il piatto!
Un bacione
acidenti!!
avevo già il classico sorrisino da ebete al pensiero del tuo fondoschiena sculettante, ma è svanito subito dopo…….
…soprattutto al pensiero che mia figlia, grazie a “chiunquesiailresponsabilelassù”, fra un paio di giorni a scuola ci tornerà veramente…….
saluti&bax
Eh… è triste tutto ciò.
pensavo di portarlo dopodomani il vocabolario e di usare il pc per i blog da domani mattina!
:DDDDDDDDDDD
ho perso, tutti abbiamo perso, lascia scendere le tue lacrime ti aiutano piu’ di questo non possiamo fare, siamo inermi contro un nemico invisibile,domani mia figlia ritornera’ a scuola io stanotte non riusciro’ a dormire
La linkai. Ha vinto un mio nudo.
Io vivrò in russia prima o poi
Ciò che mi hai detto, il fatto di chiamarlo e dirglielo, mi ha fatto pensare. Ho avuto una reazione strana. Il cuore ha iniziato a battere più veloce, come se già stessi sentendo il segnale di libero nel telefono, come se già sentissi il suo “Pronto”. Mi capita ogni volta che ho la sensazione di fare qualcosa che mi possa avvicinare a lui. Hai ragione, sono patetica, ma è una condizione dalla quale purtroppo in queste situazioni credo si debba passare. Non so se lo chiamerò per dirglielo o gli manderò anche solo un semplice messaggio, so già cosa farebbe. Mi chiamerebbe come se nulla fosse mai accaduto ed io non posso permettergli di pensare che nulla sia successo. Questo no.