20 09 2004

Week end di gara Un tramonto ammirato dall’autostrada. Il ciondolo incandescente del sole che sembra posato su un bagnasciuga di nuvole e cielo. Un furgone carico di moto, attrezzi, pneumatici, compressore e cianfrusaglie. Pochi metri dietro un’utilitaria lo segue, senza cercare il sorpasso, docile, come se fosse trainata. Sul cruscotto dell’auto c’è ancora il cartoncino del pass per il parcheggio in autodromo, nella mia testa invece scorre il resoconto di due giornate di gara.

Mi piace la vita in paddock. Campeggiare in autodromo ha un fascino particolare. Persino la voce dello speaker che mi dà il buongiorno dagli altoparlanti, alla fine, ha un suo perché. Il continuo rumore dei bolidi che sfrecciano in pista diventa di compagnia mentre mi faccio la doccia tiepida, o apparecchio la tavola sotto il gazebo, in mezzo alle moto semi smontate. Uooooooon, uoooooooon, uooooon. Sul tracciato si sfidano moto di tutte le cilindrate. A rotazione continua, turno dopo turno. Tanto che durante l’ora di pausa, dall’una alle due, il silenzio è quasi irreale. Così tendo l’orecchio per cercare il rumore metallico degli attrezzi due camper più in là, oppure l’incessante accelerare di un motore 250 che deve essere carburato. E’ bello occuparsi un po’ della moto e dell’hospitality. Passare dalle termocoperte per i pneumatici alle pentole sui fornelli, preparando due spaghi al sugo assieme ai vicini di camper.

In paddock si è tutti parte di una variegata tribù. Ci si da’ una mano, si ammirano le moto, si discute di pezzi di ricambio, tempi in gara, assetto e prestazioni. Si fa un po’ di pettegolezzo e qualche scongiuro, ben sapendo che poi, in griglia di partenza, a contare sarà solo il manico del pilota e la bravura dei meccanici, che esalteranno le performance della moto.
In mezzo ai tendoni colorati ci sono i personaggi più disparati. Vecchi nostalgici che fanno da team manager a imberbi piloti, mamme tutte sprintose, vestite come quindicenni palestrate anche se la menopausa non perdona. Bambini che emulano i fratelli maggiori o i grandi piloti derapando su scooter e motorini non targati, cani di ogni taglia e razza al seguito di carovane che fanno tappa nei vari autodromi italiani. E poi ancora fidanzatine che non rinunciano alla piastra: per capelli lisci perfetti anche nel caos del paddock - dove il vento soffia, i gas di scarico delle moto impregnano qualsiasi cosa e il cappellino è quanto di più pratico e utile si possa avere in testa, dopo il casco…ovviamente.

Persino smontare il gazebo e caricare il furgone dopo una gara è un momento magico. Il paddock si svuota, il carrozzone pian piano si sposta verso il prossimo autodromo che vedrà in gara moto diverse, piloti di tutte le età e provenienza. Viterie e attrezzi vengono riposti nel carrellino e si spinge la moto sul furgone lungo la pedana zincata. E’ l’occasione migliore per tirare le somme sul week end. I compiti di tutti sono definiti, ognuno si occupa dei propri bagagli per poi rendersi utile assieme agli altri a smontare la struttura del gazebo, arrotolare la moquette, ripiegare il tendone, caricare sedie e tavolino. Si fa tutto insieme. E’ forse questo che mi piace di più. Pensare che questo rituale dello scarica-prepara-gareggia-smonta-ricarica sia comune un po’ a tutti in questo microcosmo che si chiama autodromo e fa da campo base a centinaia di persone, unite dalla stessa passione. Anche in gara si soffre insieme la tensione, si suda, si impreca, si gioisce, ci si affatica.

Lo scorso week end eravamo solo io e lui. Insieme per due giorni. In furgone, sotto il gazebo, in griglia di partenza e sotto il podio, spesso percorrendo insieme persino la passeggiata che ci divideva dai servizi, per poi salutarci e farci la doccia ognuno nei bagni riservati a uomini e donne.

Questo week end di gara si chiude con un tramonto da cartolina sbirciato in autostrada, uno spettacolo ammirato da due diversi abitacoli. Sono soddisfatta, un filo stanca. La mia Punto procede pigra, in scia del suo furgone nel quale intravedo il codino della moto. A volte inclino la testa, cerco di scorgere nel rettangolo dello specchietto retrovisore il suo volto. Magari lo sta guardando anche lui il tramonto, pochi metri davanti a me, nella cabina del suo Ducato. Il riflesso non è chiaro, il mio sguardo torna verso il cielo e il sole rosso. Penso con un nodo alla gola a quando, tra un centinaio di chilometri abbasserò il finestrino della mia auto per lanciargli un bacio e imboccare lo svincolo. Ce ne sono stati tanti altri di saluti, di mani tese fuori dal finestrino, di baci scambiati a bordo strada, sui binari, davanti al cancello. Piccole separazioni che ci portano, settimana dopo settimana, in città e luoghi diversi. Ma ci saranno anche altri tramonti. Da vivere e godere insieme fino in fondo: stesso punto di vista, sguardi vicini nella stessa direzione, stesso abitacolo, mani intrecciate, identica meta. Penso a quelli e ai prossimi week end di gara, rigorosamente insieme.


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28 responses to “”

20 09 2004
saltino (13:11:01) :

Ci fai crepare d’invidia..

20 09 2004
roggie (15:41:01) :

It’s a long hard life, to be true lovers together, to trust in one another still from the start…(Queen)
You say: love is a temple, love the higher love…(U2)
Davvero bello, l’amore esiste e c’è la possibilità di arrivare fino in fondo.
Try hard.
Ciao, F.

20 09 2004
margheritai (16:07:01) :

gli mando una email con il mio nuovo indirizzo e ti metto in coipia così aggiorni il mio indirzzio email.

20 09 2004
kontrasto (19:14:01) :

Tzè… La mia motociclista preferita…

20 09 2004
lollo88 (19:42:01) :

Walking, posso solo dirti:

Get on my track’s
Take a back seat
Hitch hike
And take a long ride on my motor bike
Until I’m ready
Crazy little thing called love (Freddie Mercury).

Non c’è altra spiegazione a ciò che ci fa fare tutto questo. a Mj posso solo dire che fa male vedere le strade dividersi dopo che si passa sempre più tempo insieme, vedendo che la qualità di questo tempo cresce giorno dopo giorno. E se tu sogni di godere dello stesso tramonto, nello stesso abitacolo, non devi fare altro che aprire lo sportello…. Però niente mani intrecciate sennò chi guida???
;o) Lo

20 09 2004
cattivik3 (20:23:01) :

che piccioli innamorati che siete… siete troppooooooooooo carini… :o )

20 09 2004
precipitandosivola (23:50:01) :

[…]

21 09 2004
Skritch (09:35:01) :

chebello! :-) il finale mi ricorda un mio vecchio post sulle prospettive… tutto cambia quando si guarda nella stessa direzione! :)

21 09 2004
pleasure (12:55:01) :

Ma è bellissimo questo blog? Come mai non l’ho mai incontrato prima??? Bah

22 09 2004
Mairiam (00:48:01) :

..scritto benissimo e denso di emozioni…post magnifico, come te:-)) e’ stato puro piacere leggerti, oggi, grazie mille…Ti auguro un’infinità di week end,moto, gare, mani intrecciate, tramonti, paddok, spaghi e baci…

22 09 2004
BESTIO (00:53:01) :


moto_fata?

22 09 2004
margheritai (14:09:01) :

mi hanno precettata sui post… :(

22 09 2004
utente anonimo (17:04:01) :

Ciao MJ. bentrovata anche su blogitalia :o ) felice di rileggerti e …..ricordarti il Gilet!!! :o ) sto scherzando: nn te ne fare il fardello di S.Francesco… Besos. R

22 09 2004
MimiJoy (17:09:01) :

Ah, guarda ancora non ho capito cosa sono sti feed… ma li ho messi…:) Per il gilet: lo riceverai presto, promesso! Bax MJ

23 09 2004
BESTIO (01:18:01) :

tornato.

23 09 2004
sidnapoorsocapo (10:26:01) :

sei veramente molto romantica

23 09 2004
MimiJoy (10:36:01) :

Eh, lo so…non sembra ma sotto la tuta di pelle batte un cuoricino innamorato ;P Bax MJ

23 09 2004
akio (13:39:01) :

Ciao MJ & ciao 600 RR, la vita del paddock deve essere entusiasmante. da bambino (6 anni) mo padre mi comprò una minimoto della italjet (erano gli anni ‘70) avevo tuta e casco e la moto tirava “una cifra”. non sono diventato un motociclista solo perchè mio cugino all’epoca ebbe un gravissimo incidente e mia madre non mi ha più fatto andare nemmeno sul monopattino. ps. se ritrovo qualche foto te le invio così mi dici se sarei poturo diventare un motociclista anch’io. un bacio.
ps. un prodotto come costantino qualifica la tv di oggi

23 09 2004
Latifah (14:13:01) :

Vista sul faceroll! E noto che anche tu stai facendo amicizia con i feed… :-)

23 09 2004
MimiJoy (14:18:01) :

Sì ma ancora non so a che servono di preciso…Bax MJ

23 09 2004
potch (17:15:01) :

Grazie di essere passata. Quello che hai letto fa parte di un tentativo di romanzo…carino il blog, attraente ’sta idea di una donna motociclista, così lontana dalla mia natura silvana e notturna…buon lavoro, buone corse.

23 09 2004
precipitandosivola (17:40:01) :

il mio animale totem di oggi è il maritozzo con la panna…

24 09 2004
BESTIO (00:34:01) :

ciao stellina [InMoto]

24 09 2004
Mairiam (09:29:01) :

sei un tesoro, grazie e torna quando vuoi che io torno di sicuro, qui!
:-)

24 09 2004
akio (15:01:01) :

Ciao Mì!!!Che piacere risentirti!!Sono anche contenta di averti dato uno spunto (mi raccomando..Pebeo sì..ma Artì stick!!Con una busta di plastica di quelle per i raccoglitori le creazioni attacca-stacca si conservano anni!!)…ho finito oggi pulizie e decorazioni, adesso la mia aula ,rinnovata, è finalmente aperta al pubblico, al piccolo pubblico:-))

25 09 2004
utente anonimo (12:31:01) :

quella foto di cui ti ho detto è bellissima! stà in qualche cassetto da mio fratello. prima del 2008 te la mando. quando ero ragazzino tifavo da morire per giacomo agostini! e la sua mv agusta(ho 40 anni) ricordo le splendide giornate passata davanti alla tv in bianco e nero a vedere le sfide agostini-pasolini-sarinen. il casco di agostino con quella fascia bianca al centro è uno dei ricordi più forti della mia infanzia. buona domenica baci

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