8 06 2005
Ma dove vai motociclista in bicicletta? Ho deciso: oggi vado in ufficio in bicicletta. Inforco prima gli occhiali da sole nuovi, regalo di R., poi la mountain bike che mio padre aveva vinto ad una pesca di beneficenza. Passo davanti alla fermata di Famagosta, mi sento goffa e insicura su questo trespolino a pedali che pesa almeno il decimo rispetto alla mia moto.
Quest’aggeggio frenerà? Oddio, sono senza frecce, aspé… tiro fuori il braccio e svolto, niente specchietti, per vedere alle mie spalle devo girarmi, i capelli mi frustano il viso in corsa mentre sono in piedi sui pedali mi volto e la catena appena lubrificata sotto di me fa frrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…
Percorro l’argine lungo il Naviglio Pavese. Pochi chilometri in cui posso dedicare più tempo ad uno dei miei hobby preferiti: osservare. Guardo. Guardo tantissimo. Tutto. Roberto mi chiamava "Scanner" per via di questo vizio che ho di esaminare ciò che mi circonda.
E’ che io mi faccio dei piccoli film, immaginando chi vive proprio dietro quel poggioletto, l’unico di tutto il palazzo che ha le tende marrone sbiadito e non verde scuro. Magari è una giovane coppia che ha acquistato l’appartamentino a distanza di anni dalla morte della precedente proprietaria, che aveva le tende esterne marroni a strisce arancio, eredità dell’originale facciata del condominio… O forse è una famiglia semplice e modesta alla quale l’amministratore ha concesso di adeguarsi al nuovo capitolato condominiale con un po’ più di calma…
Ecco che ogni dettaglio, magari insulso, per me diventa la scusa, l’incipit di una nuova storiella.
Pedalo e pedalo.
A volte cerco di andare velocepiùvelocepiùvelocepiùveloceancoraaaa. Giusto per vedere se queste due ruote sanno darmi emozioni simili a quelle della moto. Ovviamente no, nulla a che vedere con l’ebbrezza dei 600cc. Mi rendo però conto che questa lentezza, questo impegnare gambe e respiro e fatica mi servono. Come se ipnotizzando il corpo e le energie in un movimento ripetitivo potessi con la mente e attraverso lo sguardo liberarmi.
Sentire il sedere che duole sulla sella, la cassa toracica che si espande e si svuota e allo stesso tempo immaginarmi localizzata da un satellite: pianeta terra, emisfero, continente, nazione, regione, città, quartiere, via…e ritrovarmi lì.
Pedala, pedala.
Contro vento, mangiando insetti, immaginando la vita brulicante di Milano sud, coree, fabbricati dismessi, orticelli disordinati che si affacciano sul naviglio lento e odoroso.
In moto è diverso, più emozionante, più bello ma oggi mi va bene così: affannarmi sulla bici, tornare all’essenziale, allo sforzo fisico ad un ritmo più blando per gustarmi il mondo (moscerino compreso), e provare, per una volta, a non lasciarlo fuori dal casco.






buon giorno signorina… mi manderebbe la foto della ragazza in scooter che sapeva sapiente.mente indossarlo…
grazie
ehehehehehheheh huhuhuhuhuhu
Ecco oggi mi sei piaciuta particolarmente, molto essenziale e fisica, infatti commento tutto felice e pedalante, sapessi l’acqua ieri sera in bici…
il casco…
sempre più brava a raccontare….brava Mimi!
Questo post valeva veramente la pena di leggerlo, leggero come un acquerello!
io per ora la bici l’ho lustrata per benino, ma in quanto ad usarla…. da e per il lavoro sono 25 km da dove vivo, la mattina parto prestissimo e torno a casa alle 19.00 con … la tartaruga che aspetta cena, i pesci che aspettano cena, i panni da lavare, i pavimenti in coda, i panni lavati da stirare, la spesa da fare per il venerdì prima che rientri un marito affamato… insomma quest’anno non ci ho ancora messo i ciapèt sopra! accidenti! ah, ma tornerò… tornerò a pedalare anche io
) Besos & lamps bella centaura ;op Rey
Ti ho lasciato un messaggio su splinder…
Il Naviglio, seguilo fino a Viale Troya, fermatevi al 22 entra al Ristorante Ama…
http://casadibacco.splinder.com/post/4993783
ieri sera ho pensato a te : una delle mie nipotine gemelle mi ha sciorinato i vari colori e scritte dei braccialettini pro-questo e pro-quello… seeee…. vabbhè. Ha confermato anche lei che nella sua classe (5 elementare) almeno uno lo hanno tutti e c’è chi ne ha 6 o 7 e li scambia con l’amichetto/a
P Oh Signur! Io intanto porto ancora quello arancio “la mia inclinazione” senza sapere bene che fine ha fatto il mio eurino
| Besos & lamps. Rey
cambiato templeit?
))))))
mava’?
let me guess………………..