3 10 2005
Ci siamo quasi. Sono trascorsi due mesi dal DRE a Imola, un mese dalla vendita della moto: la mia attesa è agli sgoccioli. Ho cercato offerte in internet, recensioni e monografie sulle riviste di settore, ho chiesto pareri in giro nelle varie community virtuali, ho messo la sua foto come desktop sul pc. Sento, come una promessa sposina, che la data del magico giorno si sta avvicinando.
Sto per acquistare la mia prima Ducati.
Non la prima moto, ma la prima Ducati e c’è una bella differenza. Sono sulla soglia della maturità motociclistica.
Certo, qualcuno ha avuto da obiettare, specialmente in qualche forum perché non possedendo ancora il Monster ed essendo smotorizzata come potevo partecipare alle loro discussioni? Non mi sono fatta intimidire. Ho sempre definito questa folgorazione per le moto di Borgo Panigale come una bellissima malattia: la Ducatite. Una volta contratta ti è nel sangue, non importa che tu vada a piedi in bici auto o in moto. Ce l’hai ed il bello non è guarirne ma conviverci, come un marchio distintivo che non toglierai mai più. Una parte di te. Un tatuaggio da portare nell’anima. Organi, arti, pelle, occhi, mani, bocca…e anche Ducati.
I sintomi nel mio caso sono oramai conclamati. Nel caos del traffico di Milano mi ipnotizzo al suono del bicilindrico; ai semafori, anche se appiedata, saluto tutti i ducatisti come fossimo amici; sospiro beata leggendo delle vittorie di Loris Capirossi; penso già a quali strade percorrere con la mia nuova compagna d’avventure quando arriverà con il suo telaio rosso, il monobraccio, i cerchi bianchi, il doppio scarico.
Il week end ad Imola per la superbike mi ha permesso di risalire in sella (anche se a motore spento) al Monster, nelle due versioni (c’era pure la nuovissima S2R 1000). Come una bambina alle giostre passavo da una all’altra, provando le leve, la posizione di guida, inginocchiandomi davanti a loro per goderne i dettagli. La tentazione di chiedere di poterle accendere entrambe è stata fortissima. Ma sapevo che come le ciliegie il metterle in moto avrebbe poi richiesto anche la prova di guida. Mi sono trattenuta, certa che avrei avuto modo di sperimentarla a breve. Un po’ di pazienza, Mimi…
Prossima settimana, nel frattempo, un appuntamento dal concessionario non me lo toglie nessuno, proprio come si fa dal medico o in un centro estetico per sentirsi in armonia col mondo. Ho bisogno di sentire il cuore in gola solo sfiorandole.
Finirà che Lollo ne diventerà geloso di questa nuova moto, anche se voglio che lui sia con me quando firmerò per l’acquisto. In fondo è un po’ anche "colpa sua". Che mi ha attaccato questa passione, che mi ha fatto ragionare su alcuni aspetti che rendono una Ducati una moto importante da possedere e guidare.
E’ lui che mi parla di Paul Smart come fosse uno zio leggendario, che ha verso Farné un’ammirazione profonda. Sono fortunata perché grazie a Lollo potrò apprezzare ancora di più il fatto di guidare una Ducati. Come se mi stesse educando e preparando per entrare nel mondo motociclistico con una maggiore consapevolezza e maturità.
Mi sto preparando al rito di iniziazione. L’ingresso in un nuovo mondo. A metà tra il lusingato e l’eccitato aspetto, mi informo, cerco di esser pronta per questo passo. Ci siamo quasi.






ma alla fine su quali modelli sei orientata!??! S2R e…? 4?
:-)
S2R 800 rosso/bianco. Il mille mi fa gola ma è davvero troppo in tutti i sensi per me.
Bax
MJ
L’ingresso in un nuovo mondo…, esatto, quello del bicilindrico.
E non so dire perchè, ma mi è rimasto nei neuroni il profumo del DucatiPadova, quello che quando entri fa partire le endorfine, tutto diverso dagli altri.
ehhhh… ti aspetto… nel frattempo ti leggo nel club del monster club…
non vedo l’ora che entri in questo mondo… solo chi ama la ducati sa apprezzarla…