11 05 2006
Quell’amore di suocera ore 23.55 sullo schermo comprare la scritta in corsivo fuxia "The End". Il film è Quel mostro di mia suocera. Commediola da viaggio in aereo quando sei troppo rincoglionito dal jet lag e non cerchi nulla di impegnativo, solo un’alternativa in cuffia alla musica country del secondo canale.
Ci alziamo dal divano. Sparecchio la tavola, mentre Lo armeggia sul suo pc portatile in cerca di un’autoradio su Ebay. Disbrigo un po’ di cose gironzolando per casa.
"Ehi ragazza, vieni un po’ qui… siediti un attimo davanti a me"
Il tono è perentorio. Continua con un
"Parliamo un po’, cosa mi dici del film che abbiamo appena visto?"
Dal cucinino lo guardo perplessa. Piego la testa in modo interrogativo, sembro la versione umana di Rex cane investigatore. Lui invece proprio non mi bada ed è ancora lì, mezzo chino sul portatile, in attesa che mi sieda davanti a lui per farmi il terzo grado.
Sì, ma cosa vuole sapere? Dove vuole andare a parare? In che senso? Vorrà sapere cosa penso di sua madre? Vorrà dirmi che sua madre mi detesta come Jane Fonda detesta Jennifer Lopez nel film? Mi chiederà se temo che sua madre non mi voglia come possibile futura nuora? Vorrà sapere cosa ne penso del gap generazionale tra suocera e nuora?
Con fare quasi impaurito mi avvicino a lui… di sbiego, così quantomeno posso scampare l’interrogatorio faccia a faccia e intanto macino pensieri ipotesi.
Il suo volto è azzurrino, illuminato dal riflesso dello schermo del computer.
L’ansia sale, cerco di pensare a cosa sarebbe meglio rispondere se lui…
Faccio un passo, poi un altro, mi avvicino ancora a Lo, sempre più sospettosa.
Lo si volta. Fa una smorfia amareggiata…
"Sessanta secondi…solo sessanta secondi"
Non ci capisco più niente. Ho solo sessanta secondi per rispondere e poi mi giustizierà come la peggio convivente dell’anno? Ho solo sessanta secondi per dirgli che stimo sua madre, le sono affezionata e per certi versi vorrei avere la sua stessa grinta, cultura, intelligenza? Lo stillicidio di domande scomode durerà solo sessanta secondi? Aiuttt
Non lo riconosco più, il suo volto dolce lascia il posto a visioni di un aguzzino che mi tortura con "Confessa!", "Ammettilo!". Oddio, panico. Un altro passo e gli sono a fianco.
Lui si è voltato di nuovo, non mi guarda più e ora fissa il monitor. Sposto lo sguardo anch’io: un pop up con l’icona di un microfono.
"Si può registrare solo per sessanta secondi!"
Mi indica il pop up che ha una scala volume ed i tastini di play, rec, rwd, fwd.
Voleva provare la modalità di registrazione suoni del computer!
"Volevo provare a registrare la voce sul computer"
"Ahhh, [accompagnato da un mio gesto del braccio tipo mavaffa!], volevi usare il pc per registrare le interviste senza prendere appunti"
"Eh, sì ma dura solo sessanta secondi, è come niente."
Beata accennando quasi una mezza piroetta circumnavigo il tavolo e mi siedo sulla sedia davanti a Lo, accavallando le gambe in modo teatrale e dicendo a voce alta
"Uno due tre prova prova prova Sesssssso sessssso sessssssso"
Rido sollevata e penso che per l’interrogatorio schivato sarebbe più corretto dire "Uno due tre prova prova prova Sssssuocera, Sssssuocera, Sssssuocera"






Ma dài, doveva essere un: “amore mio, mi vuoi sposare?”….:-))
Ciao, F.
i vecchi trucchi di Fiorella… scaltra come una faina… saluti e baci dallo zio potch
“Sssessssso ssssesssso”? Azz, devo usarlo al soundcheck del concerto di giovedì prossimo
hi hi hi hi!!!!!
ma… come mai certi pensieri mimi???
:D
… BOH!!!!!
leX